Castelfranco in Miscano, il comune più orientale della provincia di Benevento, sorge a 760 metri d’altitudine al confine tra Sannio, Irpinia e Puglia.
Il nome deriva dal possesso del castello da parte di un “franco” in epoca angioina, o dall’essere stato “libero da tassazione”. Con le sue chiese medievali, il celebre Caciocavallo PAT, il grande bosco protetto sul Monte Tufaro e il legame con il direttore d’orchestra Sir Antonio Pappano, offre un’esperienza autentica tra storia, natura e tradizioni casearie secolari.

DA SAPERE

Borgo medievale al confine tra Sannio, Irpinia e Puglia. Origini normanne, passato tra numerose famiglie nobiliari (De Lecto, Sforza, Caracciolo, De Sangro).

Arte
Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XIII sec.) con scultura in arenaria del XV secolo, Chiesa di San Giovanni Battista, centro storico con edifici in pietra e ruderi del castello medievale.

Eventi
Sagra del Caciocavallo (settembre), Memorial Pasquale Pappano con Sir Antonio Pappano (agosto), Festa di San Giovanni Battista (giugno).

Panorama di Castelfranco in Miscano

Introduzione a Castelfranco in Miscano

Castelfranco in Miscano è un piccolo comune di circa 760 abitanti situato nell’Appennino campano, al confine tra la provincia di Benevento, l’Irpinia e la Puglia. È il comune più orientale della provincia beneventana, adagiato su uno sperone collinare a 760 metri sul livello del mare, circondato da campagne pianeggianti coltivate a cereali e da fattorie dedite all’allevamento bovino.

Il toponimo rivela le origini medievali del borgo: “Castelfranco” deriverebbe dal possesso del castello da parte di un “franco” o francese in epoca angioina, quando il borgo era noto come “Castellum Francolum”. Secondo un’altra ipotesi, “franco” significherebbe “libero da tassazione”, indicando un privilegio fiscale. L’aggiunta “in Miscano” si riferisce all’omonimo torrente che scorre nella valle sottostante.

Le origini documentate risalgono all’epoca normanna, quando Castelfranco era legato alla contea di Ariano. Nel corso dei secoli il feudo passò a numerose famiglie nobiliari: i De Lecto, i Buisson e gli Shabran (tutti francesi), poi i Mansella di Salerno, gli Sforza, i Guevara, i Caracciolo, i De Sangro e infine i Mirelli, principi di Teora.

Un momento cruciale fu il 1496, quando Castelfranco divenne luogo di raduno degli alleati aragonesi sotto il comando di Giovanni Sforza, signore di Pesaro, per muovere contro i francesi di Carlo VIII che assediavano Circello.

Dal punto di vista amministrativo, fece parte del Principato Ultra fino al 1811, quando fu assegnato alla provincia della Capitanata. Nel 1861, con l’Unità d’Italia, fu aggregato alla provincia di Benevento.

Oggi Castelfranco in Miscano è un borgo autentico che conserva intatto il fascino delle tradizioni sannite, celebre per la produzione del suo rinomato Caciocavallo e per essere il paese d’origine della famiglia del celebre direttore d’orchestra Sir Antonio Pappano.

Il Caciocavallo di Castelfranco

Il Caciocavallo di Castelfranco in Miscano è l’eccellenza gastronomica che ha reso famoso questo borgo in tutta Italia. Si tratta di un formaggio a pasta filata dura, riconosciuto quale PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) dal Ministero delle Politiche Agricole.

La produzione del caciocavallo è radicata in questo territorio da secoli, favorita dalla posizione lungo l’antico tratturo Pescasseroli-Candela, storica direttrice di pascolo e transumanza delle greggi. Il nome “caciocavallo” deriva dalla tradizione di appendere le forme sferiche, a coppie, a cavallo di una pertica di legno durante la stagionatura.

Il caciocavallo viene prodotto con latte di vacche di razza Bruna allevate nell’area, tenute al pascolo nei mesi primaverili e alimentate con foraggi locali. Due tecniche tradizionali caratterizzano questo formaggio: la “scotta bollente” per la maturazione della cagliata, e la “cagliatura” in barili di legno con il siero acido della precedente lavorazione.

Alcuni caciocavalli completano la stagionatura sotto uno strato di grano per 180 giorni, acquisendo il caratteristico colore giallino e un sapore “agreste” molto invitante. Nel 2021, una delle aziende produttrici locali ha vinto gli Italian Cheese Awards come “Miglior formaggio a pasta filata stagionata”.

L’occasione ideale per scoprire questa eccellenza sannita è la Sagra del Caciocavallo organizzata a Castelfranco nel mese di settembre.

Attrazioni a Castelfranco in Miscano

Castelfranco in Miscano offre ai visitatori un patrimonio storico-artistico intatto e scenari naturali di grande suggestione. Dalle chiese medievali al grande bosco protetto, passando per i curiosi vulcanetti di fango, questo borgo appenninico riserva sorprese a chi sa apprezzare l’autenticità.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Bosco del Monte Tufaro

Bolle della Malvizza

Centro Storico

#1 Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Risalente al XIII secolo, questa chiesa rappresenta il monumento più importante del borgo. Originariamente a tre navate con quattro colonne e due pilastri centrali, conserva oggi una sola navata. Il tabernacolo presenta preziosi marmi incastonati, mentre sul portale è posta una notevole scultura in arenaria del XV secolo.

L’antico convento adiacente è oggi sede della Casa Comunale, testimoniando la continuità tra passato religioso e presente amministrativo. La chiesa è anche citata in documenti storici del XVI secolo, quando nel 1591 il vescovo Alfonzo Ferrera la menzionò nella sua relazione “ad limina”.

#2 Bosco del Monte Tufaro

Lungo la dorsale del Monte Tufaro (918 m s.l.m.), sullo spartiacque appenninico a cavallo tra il bacino del Fortore e la valle del Miscano, si estende il grande Bosco di Castelfranco. Questo importante polmone verde è sottoposto a tutela quale Sito di Interesse Comunitario (SIC), a protezione del suo ecosistema di boschi misti di carpino, orniello, roverella e acero.

Lungo il margine settentrionale del bosco, al confine con Roseto Valfortore, sgorga una suggestiva sorgente di acqua sulfurea, meta di escursioni naturalistiche. Il bosco rappresenta un’occasione unica per immergersi nella natura incontaminata dell’Appennino sannita.

#3 Bolle della Malvizza

Lungo la principale strada di accesso al paese emergono le Bolle della Malvizza, il più vasto complesso di vulcanetti di fango dell’Appennino meridionale. Questo fenomeno naturale unico, tecnicamente ubicato al confine con Montecalvo Irpino, è caratterizzato dall’emissione continua di idrocarburi gassosi (metano per oltre il 90%) in acque debolmente salmastre.

Il nome dialettale “polle della merla” (malvizza è il nome irpino di un uccello) evoca l’atmosfera misteriosa del luogo, che in passato era considerato sacro e dedicato alla Dea Mefite. Le emissioni aumentano d’intensità e spettacolarità dopo le piogge, quando il gorgogliamento del fango crea uno scenario quasi lunare. Il sito è stato oggetto di studi scientifici per valutare le risorse di gas naturale e l’impatto sull’effetto serra.

#4 Centro Storico

Il nucleo antico di Castelfranco in Miscano, che si estende verso il basso rispetto alla parte moderna, conserva numerosi edifici in pietra, vicoli caratteristici e l’atmosfera autentica dei borghi appenninici. Ancora visibili sono i ruderi di epoca romana e del castello medievale che diede il nome al paese.

Passeggiando per le stradine si incontrano la Chiesa di San Giovanni Battista, dedicata al patrono del borgo e luogo di grande importanza per la famiglia Pappano, e la Cappella di San Lorenzo, ricostruita dopo il crollo del 1926. Il centro storico offre scorci suggestivi e un’atmosfera di quiete che invita alla contemplazione.

Gastronomia & Eventi

La gastronomia di Castelfranco in Miscano riflette la tradizione contadina dell’area del Fortore, con piatti genuini preparati con prodotti locali:

Primi Piatti: Cicatelli, tagliolini, gnocchi e lavanelli (pasta fatta in casa secondo antiche ricette).

Secondi: Spezzato (piatto di carne tradizionale), carni nostrane da allevamenti locali.

Piatti Poveri: Panunto (pane condito con olio e aglio), pancotto castelfranchese.

Dolci Tipici: Mustaccioli, sfogliatelle, sbriciolata.

Prodotti Tipici: Caciocavallo PAT, miele locale, fagioli del territorio.

Eventi a Castelfranco in Miscano

Sagra del Caciocavallo (Settembre)

Appuntamento annuale giunto alla 25ª edizione, si tiene nell’Area Fiera coperta di Via Largario per quattro giorni (generalmente la seconda metà di settembre). Organizzata dall’Associazione Pro Allevatori Castelfranchesi con il patrocinio del Comune e della Comunità Montana del Fortore. La sagra offre degustazioni di caciocavallo in tutte le stagionature, stand con prodotti tipici (carni, miele, legumi, dolci), escursioni a cavallo e in mountain bike, musica e intrattenimento. Si tiene durante i festeggiamenti in onore di San Fedele.

Memorial Pasquale Pappano – “I Remember” (Agosto)

Evento musicale di grande prestigio. Il celebre direttore d’orchestra Sir Antonio Pappano torna nel paese d’origine dei suoi genitori per dirigere un concerto in memoria del padre Pasquale. L’Orchestra Filarmonica di Benevento si esibisce in Piazza Michele Del Vecchio, con la collaborazione del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento. L’evento rappresenta ormai un appuntamento fisso nel panorama musicale regionale e nazionale.

Festa di San Giovanni Battista (24 Giugno)

Festa patronale del borgo con celebrazioni religiose, processione solenne e festeggiamenti popolari.

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