Durazzano, pittoresco comune della provincia di Benevento, sorge in una valle circondata dal Monte Burrano a sud, dal Monte Longano a nord e dal Monte Aglio a ovest.
Situato a circa 286 metri d’altitudine, rappresenta la “finestra del Sannio” verso il casertano e napoletano. Con il suo castello medievale “fratello” del Maschio Angioino, il prestigioso Ponte della Valle dell’Acquedotto Carolino (Patrimonio UNESCO) e le tradizioni vitivinicole, offre un’esperienza che combina storia medievale, ingegneria vanvitelliana e cultura rurale del Sannio.
NAVIGAZIONE VELOCE
DA SAPERE
Storia
Origini medievali documentate dal XIII secolo (Oraczanum). Terra Regia dal 1749 sotto Carlo III di Borbone. Castello costruito nel XIV secolo ispirato al Maschio Angioino.
Arte
Castello medievale quadriturrito con fossato, Ponte della Valle di Durazzano (UNESCO 1997, Acquedotto Carolino), Chiesa di Sant’Angelo (1521), Chiesa di San Rocco (1656), 7 chiese storiche.
Eventi
Festa di San Vincenzo patrono dei vignaioli (5 aprile), eventi enogastronomici del Sannio, sagre del vino e prodotti tipici, manifestazioni Pro Loco.

Introduzione a Durazzano
Durazzano è un affascinante comune situato nella provincia di Benevento, in Campania, in una valle circondata dal Monte Burrano (776 m s.l.m.) a sud, dal Monte Longano (585 m s.l.m.) a nord e dal Monte Aglio (458 m s.l.m.) a ovest. Il paese, ad un’altitudine di circa 286 metri, prende il nome probabilmente dall’antico Oraczanum, un possesso prediale romano.
La storia documentata dell’area risale al XIII secolo, quando il territorio, denominato Oraczanum, era parte del Giustizierato di Terra di Lavoro nella Contea di Caserta. Nel 1277 venne menzionato per la prima volta nei registri angioini e infeudato alla famiglia De Sus. Nel 1333, estintasi la dinastia dei Sus, divenne terra regia.
Nel 1409 il re di Napoli Ladislao d’Angiò-Durazzo vendette Durazzano per 3.500 ducati d’oro a Giovanni Cicinello. Da quel momento, il feudo passò attraverso numerose famiglie nobiliari: dai Cicinello ai Della Ratta (1427), poi ai Caracciolo, agli Spinelli, ai Carafa, ai D’Aquino, ai Tomacelli, ai Loffredo e infine ai Gargano. Il castello medievale, costruito nel XIV secolo per volere di Carlo III di Durazzo, fu ispirato architettonicamente al Maschio Angioino di Napoli.
Nel 1647, durante la rivoluzione napoletana di Masaniello, anche Durazzano fu teatro di tumulti contro l’imposizione della gabella sulla frutta. La popolazione assediò il castello, tenendo prigioniera per giorni la famiglia feudataria Gargano.
Il 1749 segna un momento cruciale: Carlo III di Borbone elevò Durazzano a Terra Regia, uno dei nove siti regali del Regno con governatore e tribunale proprio. Dal 1809 al 1816 fu Capoluogo di circondario nel distretto di Nola, con giurisdizione su Cervino, Forchia, Messercola e Valle di Maddaloni. Con il ritorno dei Borboni, per punire la cittadina che aveva dato i natali a Nicola Mazzola, fervente sostenitore della Repubblica Napoletana, Durazzano fu declassata e aggregata a Sant’Agata de’ Goti. Riconquistò l’indipendenza nel 1860, passando dalla provincia di Caserta a quella di Benevento.
Il 30 aprile 1760 venne inaugurato il Ponte della Valle di Durazzano, secondo dei tre ponti dell’Acquedotto Carolino progettato da Luigi Vanvitelli, opera inserita nel 1997 nel Patrimonio Mondiale UNESCO insieme alla Reggia di Caserta.
Oggi, Durazzano è un borgo rurale che fa parte dell’associazione Città del Vino e Città della Nocciola, offrendo ai visitatori un’esperienza unica all’insegna della storia medievale, dell’ingegneria settecentesca e delle tradizioni enogastronomiche del Sannio.
Il Castello Medievale
Il Castello di Durazzano è una fortezza medievale che rappresenta il cuore storico del borgo. Questa struttura è considerata il “fratello minore” del Maschio Angioino di Napoli: fu infatti ispirata architettonicamente all’originale Castel Nuovo e ne ha conservato le forme originali, non avendo mai subito la ristrutturazione aragonese.
Costruito nel XIV secolo per volere di Carlo III di Durazzo, re di Napoli, il castello è ubicato sul Monte Longano in posizione strategica per il controllo della valle. Si presenta come un massiccio edificio a pianta rettangolare con quattro torrioni di forma cilindrica agli angoli, tipici dell’architettura angioina. Circondato da un fossato che un tempo veniva riempito con le acque del vicino fiume, aveva duplice funzione: difesa in caso di assedio e approvvigionamento idrico per gli abitanti.
Nel 1409 fu venduto a Giovanni Cicinello e successivamente passò a Baldassarre Della Ratta, conte di Caserta. Nell’ultimo ventennio del XV secolo fu teatro di aspre lotte: Antonio della Ratta venne imprigionato nel forte di Sant’Agata dei Goti e, in occasione dei festeggiamenti per la sua liberazione, il castello ospitò la regina di Napoli, Giovanna d’Angiò.
Nel 1523 i della Ratta vendettero il castello a Lucrezia Caracciolo, poi passò agli Spinelli e nel 1555 a Francesco d’Aquino. Nei secoli successivi ospitò i Carafa, i Tomacelli, i Loffredo e i Gargano. Durante la rivolta di Masaniello del 1647, il castello fu assediato dalla popolazione ribelle contro l’imposizione della gabella sulla frutta.
Il portale d’accesso, aperto sul fronte settentrionale, è caratterizzato dalla presenza dello stemma in marmo della famiglia Della Ratta e da un’asola nella muratura che presuppone la presenza di una porta a saracinesca. Al piano nobile, nonostante la suddivisione in ambienti operata nei secoli, è possibile riconoscere la struttura di un grandioso salone, originariamente decorato da affreschi.
Nel 1828, sotto il regno di Francesco I di Borbone, Alexandre Dumas padre visitò il castello cercando ispirazione per il suo romanzo “Giovanna di Napoli”. Trovò nel Castello di Durazzano la risposta: lontano dagli sconvolgimenti del mondo, la fortezza non conobbe mai la ristrutturazione aragonese del Castel Nuovo e gli permise di conoscere memorie e visioni del Maschio Angioino originale.
Attrazioni a Durazzano
Durazzano, situata nella verdeggiante provincia di Benevento, offre ai visitatori un perfetto connubio tra patrimonio storico-architettonico, meraviglie ingegneristiche e paesaggi naturali. Dal prestigioso Ponte della Valle UNESCO al castello medievale “fratello” del Maschio Angioino, dalle chiese storiche ai panorami montani, Durazzano rappresenta una destinazione affascinante dove storia e natura si incontrano.
#1 Ponte della Valle di Durazzano (UNESCO)
Il Ponte della Valle di Durazzano, noto anche come Ponte Tagliola, è il secondo dei tre ponti dell’Acquedotto Carolino, inserito nel 1997 nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO insieme alla Reggia di Caserta e al complesso di San Leucio. Quest’opera monumentale è parte dell’acquedotto progettato da Luigi Vanvitelli per alimentare le fontane della Reggia di Caserta.
Inaugurato il 30 aprile 1760 durante il regno di Ferdinando IV, il ponte attraversa una gola profonda scavata nel tufo giallo. Con una lunghezza di 60 metri, collega la strada provinciale “Durazzano – Sant’Agata de’ Goti” alle pendici del Monte Longano, superando il torrente Martorana.
La struttura si distingue per i suoi quattro archi a tutto sesto sostenuti da contrafforti di diverse altezze. Le fondazioni emergono dal terreno con pianta esagonale. L’arco principale svetta a 16 metri sopra il torrente. Vanvitelli desiderava dedicare il ponte a Ferdinando IV, ma il ministro Tanucci impedì l’intitolazione, lasciando il ponte senza nome ufficiale.
#2 Castello Medievale Quadriturrito
Il Castello di Durazzano è una fortezza medievale considerata il “fratello minore” del Maschio Angioino di Napoli. Fu ispirata architettonicamente all’originale Castel Nuovo e ne ha conservato le forme originali, non avendo mai subito la ristrutturazione aragonese.
Costruito nel XIV secolo per volere di Carlo III di Durazzo, il castello è ubicato sul Monte Longano. Si presenta come un massiccio edificio a pianta rettangolare con quattro torrioni di forma cilindrica agli angoli. Circondato da un fossato, aveva duplice funzione: difesa e approvvigionamento idrico.
Il portale d’accesso è caratterizzato dallo stemma in marmo della famiglia Della Ratta. Al piano nobile è possibile riconoscere la struttura di un grandioso salone, originariamente decorato da affreschi. Nel 1828 Alexandre Dumas padre visitò il castello per studiarne l’architettura per il suo romanzo “Giovanna di Napoli”.
#3 Chiesa di Sant’Angelo
La Chiesa di Sant’Angelo è una piccola costruzione situata ai piedi del Monte Longano, in posizione isolata rispetto ai nuclei storici. Dedicata all’Arcangelo Michele, le prime notizie documentate risalgono al 1521, ma la sua origine potrebbe essere più antica.
Il culto dell’Arcangelo Michele era già praticato sulla vetta del Monte Longano, dove sorgeva una costruzione presumibilmente di origine longobarda, edificata sulle rovine di un tempietto romano. Di questa antica struttura sommitale è possibile vedere oggi solo tracce dell’impianto.
La posizione isolata e panoramica della chiesa suggerisce che potesse servire come punto di riferimento per i viandanti e come luogo di preghiera per i pellegrini. L’edificio mantiene caratteristiche di semplicità tipiche dell’architettura religiosa rurale del XVI secolo.
#4 Chiesa di San Rocco
La Chiesa di San Rocco fu eretta nel 1656 come ex voto per la fine della pestilenza che aveva flagellato il Regno di Napoli. San Rocco, protettore degli appestati, era particolarmente venerato durante le epidemie.
L’edificio è costituito da una sola navata coperta con volta a botte, secondo lo schema architettonico tipico delle piccole chiese votive del XVII secolo. La struttura, situata all’incrocio di due strade ed inglobata nella cortina di edifici, rappresentava una sorta di porta d’ingresso al borgo.
Questo posizionamento strategico aveva anche una funzione simbolica di protezione contro le epidemie. La chiesa è stata restaurata di recente, recuperando l’aspetto originario e preservando gli elementi architettonici secenteschi.
Gastronomia & Eventi
La gastronomia di Durazzano riflette le tradizioni culinarie del Sannio beneventano, caratterizzandosi per una forte impronta rurale e per l’uso di prodotti locali di eccellente qualità. Il territorio fa parte dell’associazione Città del Vino e Città della Nocciola.
Tra i prodotti tipici spiccano i vini del Sannio DOC (Aglianico, Falanghina, Piedirosso), l’olio extravergine di oliva, le nocciole di alta qualità, ciliegie e mele pregiate, oltre al frumento. L’area è inclusa nelle denominazioni Sannio IGT e nei disciplinari di produzione delle zone limitrofe come Aglianico del Taburno DOC e Solopaca DOC.
I piatti tradizionali seguono la cucina del Sannio: il Cardone Beneventano (zuppa natalizia con cardi, pollo, uova, polpette e pinoli), cavatelli e orecchiette fatte in casa, carni di maialino nero e cinghiale, formaggi locali come caciocavallo, pecorino e ricotta fresca.
La Festa di San Vincenzo, patrono dei vignaioli, si celebra il 5 aprile con processione religiosa, stand enogastronomici e musica. Durante l’anno vengono organizzati eventi dedicati alla promozione dei prodotti tipici locali, in particolare vino, olio e nocciole, coordinati dalla Pro Loco.
Eventi a Durazzano
Durazzano ospita durante l’anno diversi eventi che celebrano le tradizioni locali e la cultura enogastronomica del Sannio:
La Festa di San Vincenzo, patrono della città, si celebra il 5 aprile. San Vincenzo è tradizionalmente il protettore dei vignaioli e viene raffigurato con un grappolo d’uva in mano e la palma del martirio. La scelta di questo santo come patrono riflette la forte tradizione vinicola di Durazzano, che fa parte dell’associazione Città del Vino. La festa prevede celebrazioni religiose con processione del santo per le vie del paese, seguite da manifestazioni civili con stand enogastronomici che propongono i vini e i prodotti tipici locali, musica tradizionale e intrattenimento.
Durante l’anno la Pro Loco organizza eventi enogastronomici dedicati alla promozione dei prodotti del territorio: sagre del vino con degustazioni guidate dei vini del Sannio DOC, eventi dedicati all’olio extravergine di oliva e alle nocciole, celebrazione dei prodotti autunnali con castagne e funghi.
Come in molti borghi del Sannio, anche Durazzano mantiene vive le tradizioni popolari con feste religiose legate al calendario liturgico e manifestazioni culturali che valorizzano la storia locale, dall’epoca medievale alla Repubblica Napoletana, ricordando anche la figura di Nicola Mazzola, patriota durazzanese martire del 1799.
Dove mangiare & Dove Dormire
Se desideri fermarti a Durazzano per degustare le specialità locali o trascorrere qualche giorno alla scoperta della città e dei suoi dintorni, ecco alcuni consigli su dove mangiare e dove dormire.
