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Un “Weekend nel Sannio” dedicato ai borghi abbandonati permette di visitare luoghi segnati in modo drammatico dai terremoti novecenteschi e di ricostruire la storia recente del territorio.
Il percorso si concentra su due borghi abbandonati della provincia di Benevento, Apice Vecchia (evacuata dopo il terremoto del 21 agosto 1962) e il centro storico di Tocco Caudio (evacuato dopo il sisma dell’Irpinia del 23 novembre 1980), con una tappa a Castelpoto, centro ancora abitato ma anch’esso segnato dal sisma del 1980.
Questi luoghi restituiscono la memoria della vita quotidiana di comunità rurali prima dell’evento sismico e dei suoi effetti sul territorio.

Borghi Fantasma del Sannio

Apice Vecchia e il centro storico di Tocco Caudio sono due dei principali testimoni del drammatico impatto sismico subito dal Sannio nel Novecento. Castelpoto, pur rimanendo un paese abitato, ha conservato segni dei terremoti del 1962 e del 1980.
I tre centri sono uniti dalla vulnerabilità sismica del territorio. Tutti sono costruiti su speroni tufacei o rocciosi, con edifici che sorgono direttamente sulla roccia.
La posizione e la conformazione geologica hanno influito sullo sviluppo urbano, come pure sulle modalità dell’abbandono forzato di alcune aree abitative.

L’abbandono di queste aree è legato a condizioni specifiche del territorio e della sua storia recente.
L’elevata sismicità dell’area è stata il fattore principale dell’abbandono di alcuni centri storici. Ad aggravare la situazione hanno contribuito l’isolamento geografico e le difficili condizioni economiche del dopoguerra, che hanno reso l’esodo verso nuovi nuclei abitativi spesso inevitabile.
I vicoli medievali, i terrazzamenti sui versanti e i saperi costruttivi tramandati di generazione in generazione costituiscono un patrimonio culturale di rilievo.
L’interazione fra geologia e storia dà ai borghi abbandonati del Sannio una fisionomia riconoscibile.
Il territorio, con la sua storia sismica, ha fortemente condizionato l’identità culturale della regione.
I ruderi di questi borghi sono testimonianze della storia geologica e umana del Sannio.

I Testimoni Silenziosi

L’architettura dei borghi abbandonati del Sannio si basa sui materiali locali: pietra calcarea delle cave del Taburno, muratura con tecniche stratificate che includono opus incertum di tradizione romana, volte a botte medievali e archi a tutto sesto. In molti casi le fondazioni sono direttamente scavate nella roccia.

Il linguaggio architettonico locale è un tratto distintivo dell’urbanistica sannita.

Tra gli elementi ricorrenti ci sono portali in pietra lavorata con decorazioni di influenza longobarda e normanna e bifore medievali sulle facciate. L’edilizia rurale, sviluppata nei secoli, ha raggiunto in alcuni casi un buon livello formale.

Oltre agli edifici nobili, i borghi abbandonati conservano una grande varietà di costruzioni legate alla vita quotidiana e alle attività produttive: case coloniche, frantoi, cantine scavate nel tufo, mulini ad acqua. Elementi caratteristici del tessuto urbano sono i vicoli a gradoni che seguono le curve di livello, le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana e le logge affacciate sulle valli sottostanti.

Rovine & Memorie d’Autore

Per conoscere i borghi fantasma del Sannio è utile visitare sia i siti ancora conservati sia i luoghi della memoria e della documentazione attiva.

Apice Vecchia è una delle tappe principali dell’itinerario.
Definita talvolta “la Pompei del Novecento”, la cittadina medievale è stata in gran parte abbandonata dopo il terremoto dell’Irpinia del 21 agosto 1962. Il percorso di visita guidata include case ancora arredate, la bottega del barbiere Tommaso Conza (rimasta chiusa come era al momento dell’abbandono) e il Castello dell’Ettore, recentemente restaurato e oggi utilizzato per eventi culturali estivi.
La visita documenta in modo diretto la vita rurale dell’Italia meridionale prima dell’abbandono.

Oltre ai borghi stessi, la memoria dell’abbandono è conservata da alcuni centri di documentazione e da musei dedicati, attivi nei comuni interessati.
Le visite permettono di conoscere le testimonianze degli ultimi abitanti, di comprendere le dinamiche dell’abbandono e di osservare gli oggetti conservati dalle famiglie. Tra i luoghi attivi nella provincia di Benevento si possono citare il Museo Ornitologico di Apice, con una consistente collezione di uccelli imbalsamati, i centri di documentazione locale e le mostre fotografiche permanenti sulla vita prima del terremoto.

Itinerario

L’itinerario proposto permette di conoscere la storia, le memorie e la vita delle comunità legate ai borghi abbandonati del Sannio.

1° Giorno ad Apice Vecchia

2° Giorno a Castelpoto e Tocco Caudio

Pietre & Memoria

Nel Sannio l’abbandono di alcuni borghi è uno dei fili conduttori fra storia, memoria e paesaggio.
Attraverso Apice Vecchia, Tocco Caudio e Castelpoto è possibile conoscere in modo diretto gli effetti dei terremoti del Novecento sul tessuto urbano e sulle comunità del Sannio.
L’itinerario permette di conoscere direttamente una fase recente, ma significativa, della storia del Sannio.
Un “Weekend nel Sannio” dedicato ai borghi abbandonati permette di documentare in prima persona la storia e le trasformazioni di questi luoghi.

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