Ricetta Carrati di Pietraroja - Pasta al Ragù di Pecora
I Carrati di Pietraroja sono un vero tesoro della gastronomia sannita, un piatto che rappresenta l’identità culinaria di uno dei borghi più caratteristici del territorio.
Questi tipici maccheroncini fatti a mano, lavorati attorno a un sottile ferretto simile ai ferri da calza, sono il simbolo della cucina povera ma ricca di sapori autentici delle montagne del Sannio. Il nome “carrati” deriva proprio dal movimento di “carrare” (arrotolare) la pasta intorno al ferretto, un gesto antico che le massaie di Pietraroja hanno tramandato di generazione in generazione. Il condimento tradizionale è un ricco ragù di pecora, arricchito dalle noci locali, che cuoce lentamente per ore sviluppando profumi e sapori intensi. Un piatto della festa, che richiede tempo e dedizione, ma che ripaga con una bontà senza pari.
Carrati di Pietraroja
DETTAGLI RICETTA
INGREDIENTI
Il ferretto usato per arrotolare i carrati deve essere di sezione rotonda compresa tra 1,5 e 2 millimetri, simile ai tradizionali ferri da calza. Questo crea il caratteristico foro interno che trattiene perfettamente il ragù. Le massaie di Pietraroja tramandano questa tecnica da generazioni!
PREPARAZIONE PASSO PASSO
CONSIGLI E VARIANTI
ATTREZZATURA TRADIZIONALE:
Se non disponete del ferretto tradizionale, potete usare uno spiedo sottile da arrosticini, un ferro da calza sottile, o anche uno stecchino di bambù robusto. L’importante è che sia liscio e del diametro giusto (1,5-2 mm).
VARIANTE CARNE:
Tradizionalmente si usa carne di pecora o castrato (montone castrato), che dona al ragù un sapore intenso e caratteristico. Se non disponibile, si può usare agnello o anche un misto di carne di manzo e maiale, ma il sapore sarà diverso dalla versione autentica.
PERCHÉ LE NOCI:
Le noci locali aggiungono una nota particolare al ragù, donando cremosità e un retrogusto delicato. Questa è una caratteristica distintiva della ricetta di Pietraroja che la rende unica rispetto ad altri ragù.
PREPARAZIONE ANTICIPATA:
I carrati si possono preparare in anticipo e conservare ben infarinati su un vassoio coperto, anche per qualche ora. Il ragù può essere preparato il giorno prima e risulterà ancora più saporito!
ABBINAMENTO VINO:
Questo piatto ricco e saporito si abbina perfettamente con un buon vino rosso corposo del Sannio, come l’Aglianico del Taburno DOC o il Sannio Rosso DOC.
I Carrati di Pietraroja sono uno dei piatti più rappresentativi della tradizione culinaria di questo piccolo borgo montano del Sannio, famoso anche per il ritrovamento del dinosauro “Ciro”. Il nome “carrati” deriva dal gesto dialettale di “carrare”, ovvero arrotolare la pasta attorno al tipico ferretto. Questa tecnica manuale, che richiede pratica e pazienza, veniva (e viene ancora) tramandata dalle nonne alle nipoti, rappresentando un momento di condivisione familiare. La preparazione dei carrati era riservata alle grandi occasioni, alle feste patronali e ai pranzi domenicali, quando tutta la famiglia si riuniva intorno alla tavola. Il ragù di pecora con le noci locali è l’accompagnamento tradizionale, frutto della sapiente combinazione degli ingredienti poveri ma pregiati che il territorio montano offriva: la carne degli ovini che pascolavano sui monti, le noci dei boschi circostanti, gli odori dell’orto. Un piatto che racconta la storia, la fatica e l’amore di un popolo montanaro che ha saputo trasformare ingredienti semplici in un’esperienza gastronomica memorabile. Ancora oggi, a Pietraroja, la preparazione dei carrati è considerata un’arte, e le massaie più esperte sono rispettate custodi di questa preziosa tradizione culinaria.