Apice è un comune della provincia di Benevento diviso in due centri distinti: Apice Vecchia, abbandonata dopo il terremoto del 21 agosto 1962, e Apice Nuova, costruita a pochi chilometri di distanza.
Il territorio copre 49,04 km² e conta 5.175 abitanti (Istat 2025). Il borgo medievale abbandonato è conosciuto come “Pompei del Novecento” ed è meta di visitatori e produzioni cinematografiche.
NAVIGAZIONE VELOCE
DA SAPERE
Il territorio fu abitato dall’antica tribù sannita degli Hirpini. Il nome “Apice” deriva probabilmente dal latino “apex” (sommità).
Arte
Castello dell’Ettore recentemente restaurato con 4 musei, borgo fantasma di Apice Vecchia perfettamente conservato dal 1962, Ponte Romano del I secolo a.C., Chiesa di Santa Maria Assunta.
Eventi
Mercatini di Natale al Castello (novembre-dicembre), Serate Medievali (agosto), “Braciami Ancora” sagra della grigliata, festa patronale di San Giovanni Battista (24 giugno).

Introduzione ad Apice
Apice è un comune di 5.175 abitanti (Istat 2025) in provincia di Benevento, con un territorio di 49,04 km². Il comune si compone di due centri distinti: Apice Vecchia, borgo medievale abbandonato dopo il terremoto del 1962, e Apice Nuova, costruita a pochi chilometri di distanza.
Il territorio era abitato in antichità dagli Hirpini, tribù sannitica. Il toponimo è ricondotto al latino “apex” (sommità), con riferimento alla posizione su altura. Testimonianza dell’epoca romana è il Ponte Rotto (o Ponte Appiano), viadotto sulla Via Appia le cui strutture più antiche risalgono al I secolo a.C., con ricostruzioni successive in età traianea.
Il 21 agosto 1962 una serie di scosse (magnitudo 6.1, la più forte alle 18:30) colpì l’Appennino campano, con epicentro nella zona di Sant’Arcangelo Trimonte. Il sisma causò 17 vittime e circa 16.000 senzatetto. Ad Apice, più dei danni diretti furono determinanti i movimenti franosi, che portarono il Ministero dei Lavori Pubblici a disporre lo sgombero totale dell’abitato. Il terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980 ne sancì l’abbandono definitivo. Apice Vecchia si trova a 250 metri di altitudine, con edifici in pietra, oggetti ancora visibili attraverso le finestre e strade acciottolate invase dalla vegetazione.
Apice Nuova sorge a 300 metri sulla riva opposta del fiume Calore. Il centro storico medievale è oggi meta di fotografi, registi e visitatori, ed è conosciuto come “Pompei del Novecento”.
Il Castello dell’Ettore, fortezza normanna che sovrasta Apice Vecchia, è stato restaurato e riaperto nel 2016. Ospita il museo della civiltà contadina, un’esposizione archeologica, il museo d’arte contemporanea e la biblioteca municipale. Tra novembre e dicembre è sede dei Mercatini di Natale al Castello.
Il Castello dell'Ettore
Il Castello dell’Ettore è una fortezza di impianto normanno che sovrasta Apice Vecchia. La costruzione risale al XII secolo. Secondo un documento vaticano del 1272, Federico II fece edificare qui un palazzo tra il 1229 e il 1240. Tra gli ospiti illustri storicamente documentati figurano Federico II, Sant’Antonio da Padova e Manfredi di Svevia.
La struttura fu ampliata e modificata nei secoli dalle famiglie feudatarie. Il castello ha pianta decagonale, aveva in origine quattro torri (due ancora visibili) e si affaccia sulla valle del Calore.
Dopo l’abbandono seguito al terremoto del 1962, il castello è stato restaurato e riaperto nel 2016. Ospita oggi quattro musei:
il Museo della Civiltà Contadina (attrezzi agricoli, utensili domestici e ricostruzioni della vita quotidiana prima del terremoto); il Museo Archeologico con reperti dall’età sannitica degli Hirpini a quella medievale;
il Museo d’Arte Contemporanea; la Biblioteca Municipale.
Tra novembre e dicembre il castello ospita i Mercatini di Natale al Castello, con allestimenti a tema, bancarelle di artigiani locali e animazioni in costume.
Ad agosto si tengono le Serate Medievali, con dimostrazioni di combattimento con armi antiche, spettacoli, cene a lume di candela e rievocazioni storiche.
Dai bastioni del castello si osservano l’intera Apice Vecchia e, al di là della valle, Apice Nuova.
Attrazioni ad Apice
Il territorio di Apice comprende Apice Vecchia (borgo medievale abbandonato), Apice Nuova, il Castello dell’Ettore, il Ponte Rotto e la Chiesa di Santa Maria Assunta.
#1 Apice Vecchia – Il Borgo Fantasma
Apice Vecchia è uno dei borghi fantasma più conosciuti d’Italia. Il centro medievale fu abbandonato in seguito al terremoto del 21 agosto 1962. Il borgo conserva dettagli della vita quotidiana sospesa: insegne di negozi, biancheria appesa, la bottega del barbiere di Tommaso Conza, che ha tenuto aperto il proprio negozio per decenni dopo il sisma.
L’accesso al borgo è limitato per motivi di sicurezza: è aperto al pubblico l’anello centrale attorno alla piazza principale, con ristoranti, bar e B&B in edifici restaurati. Le altre aree sono accessibili solo con visite guidate.
Le strade acciottolate sono invase dalla vegetazione. Attraverso le finestre si scorgono ancora oggetti personali, mobili e fotografie lasciati dai residenti dopo l’evacuazione del 1962.
Il borgo è stato location per produzioni cinematografiche e servizi fotografici ed è conosciuto come “Pompei del Novecento”.
Tommaso Conza, barbiere del paese, ha tenuto aperto il proprio negozio nel borgo fantasma per oltre sessant’anni dopo il terremoto. La sua vicenda è stata ripresa dai media nazionali.
#2 Castello dell’Ettore
Il Castello dell’Ettore, restaurato e riaperto nel 2016, sovrasta Apice Vecchia dall’alto della collina. La fortezza risale al XII secolo. Tra gli ospiti illustri storicamente documentati figurano Federico II, Sant’Antonio da Padova e Manfredi di Svevia.
Il castello ospita oggi quattro musei: il Museo della Civiltà Contadina (attrezzi agricoli, utensili domestici e ricostruzioni della vita quotidiana prima del terremoto), il Museo Archeologico con reperti dall’età sannitica a quella romana, il Museo d’Arte Contemporanea e la Biblioteca Municipale.
Dai bastioni si osservano l’intero borgo abbandonato e Apice Nuova sull’altro versante della valle.
Tra novembre e dicembre il castello ospita i Mercatini di Natale al Castello, con sale allestite a tema (spesso ispirate alle leggende arturiane) e bancarelle di artigiani locali. Un servizio navetta a pagamento collega Apice Nuova al castello.
Ad agosto si svolgono le Serate Medievali, con dimostrazioni di combattimento con armi antiche, cene a lume di candela nella grande sala e rievocazioni storiche.
#3 Chiesa di Santa Maria Assunta
La Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, di origine longobarda, è uno dei principali monumenti religiosi di Apice Vecchia. Conserva in parte la struttura architettonica e le decorazioni originarie nonostante i danni del terremoto e i decenni di abbandono.
La chiesa ha pianta a croce latina, a tre navate, con colonne ioniche. All’interno si conservano tombe in travertino del XV secolo e dipinti del XVI secolo raffiguranti la Resurrezione e l’Ascensione.
La facciata presenta un portale principale con elementi decorativi in pietra locale. Le campane sul campanile sono inattive dal 1962. L’interno è accessibile solo con visite guidate.
Ad Apice Nuova la comunità ha edificato una nuova chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta e San Bartolomeo, dove sono state trasferite alcune opere d’arte e oggetti sacri provenienti dalla chiesa originaria.
#4 Ponte Romano
Il Ponte Romano di Apice, noto come Ponte Rotto o Ponte Appiano, è una delle principali testimonianze di epoca romana del territorio. Le strutture più antiche risalgono al I secolo a.C. e facevano parte della Via Appia, la strada consolare che collegava Roma a Brindisi. Il viadotto è stato rimaneggiato più volte fino al VII secolo d.C. Si trova in località Morroni, al confine tra Apice (BN), Bonito (AV) e Venticano (AV).
Le rovine conservano blocchi di pietra delle arcate originarie. Il viadotto, lungo circa 190 metri con un’altezza massima di 13 metri, aveva sei arcate con campate variabili fra 22 e 10 metri e attraversava il fiume Calore in un punto strategico della valle.
L’area intorno alle rovine ospita ad agosto la sagra “Braciami Ancora”, dedicata alle carni alla brace e ai prodotti locali.
Nelle vicinanze sono stati individuati altri resti di epoca romana che indicano un’area di importanza viaria e commerciale lungo il percorso della Via Appia verso Benevento.
Gastronomia & Eventi
La cucina di Apice fa parte della tradizione gastronomica sannita. Tra i piatti diffusi nei ristoranti locali c’è lo scarpariello, pasta con sugo di pomodorini, aglio, pecorino e peperoncino: il piatto è di origine napoletana (Quartieri Spagnoli) e nasce come ricetta di recupero del lunedì, a base degli avanzi del sugo domenicale.
Si accompagna con il vino Falanghina del Sannio DOC, prodotto nei vigneti della provincia di Benevento. Tra i salumi tipici dell’area sannita: la soppressata del Sannio. Il territorio di Apice rientra nelle denominazioni Sannio DOC e Falanghina del Sannio DOC. L’Aglianico del Taburno DOCG, unica DOCG della provincia, ha zona di produzione circoscritta a tredici comuni pedemontani del Taburno e non comprende Apice.
La sagra “Braciami Ancora” di agosto, al Ponte Romano, propone carni alla brace, salsicce, costolette di agnello e bistecche, con verdure di stagione e pane casereccio.
Durante i Mercatini di Natale al Castello si possono assaggiare specialità stagionali come il torrone artigianale, i mostaccioli e il liquore Strega di Benevento. Le Serate Medievali di agosto includono banchetti ispirati a ricette d’epoca.
Eventi ad Apice
Apice ospita diversi eventi annuali:
I Mercatini di Natale al Castello si svolgono tra novembre e dicembre al Castello dell’Ettore, in Apice Vecchia. Le sale medievali vengono allestite con temi ispirati alle leggende arturiane; nelle corti sono disposte bancarelle di artigiani locali con prodotti tipici e decorazioni natalizie artigianali. Un servizio navetta collega Apice Nuova al castello.
Le Serate Medievali di fine agosto si tengono al Castello dell’Ettore, con dimostrazioni di combattimento con armi antiche, falconeria, giocolieri e menestrelli. La serata si chiude con una cena ispirata a ricette medievali nella grande sala del castello.
“Braciami Ancora” è la sagra della carne alla brace, che si tiene ad agosto presso il Ponte Romano. Propone salsicce locali, costolette di agnello, bistecche e verdure grigliate, accompagnate dai vini del Sannio, con musica dal vivo.
La festa patronale di San Giovanni Battista si celebra il 24 giugno. La processione parte dalla chiesa parrocchiale di Apice Nuova e attraversa le vie del paese. Il programma comprende messe solenni, fuochi d’artificio serali e bancarelle di prodotti tipici.
Il calendario annuale include inoltre mostre d’arte contemporanea al castello, concerti di musica classica estivi e visite guidate del borgo fantasma nelle notti di luna piena.
Dove mangiare
Se desideri fermarti ad Apice per esplorare il borgo fantasma, gustare la cucina locale o partecipare agli eventi, ecco alcune indicazioni su dove mangiare e dove dormire.

