Moiano, incantevole borgo della Valle Caudina in provincia di Benevento, sorge a 271 metri d’altitudine alle pendici del Monte Taburno.
Conosciuto come la “Cappella Sistina della Valle Caudina” per gli straordinari affreschi di Tommaso Giaquinto nella Chiesa di San Sebastiano, custodisce anche una venerata Madonna Nera quattrocentesca e un tratto dell’Acquedotto Carolino patrimonio UNESCO.
Nella frazione Luzzano si trova il Museo dell’Arte Presepiale.

DA SAPERE

Borgo della Valle Caudina documentato dal 974 d.C., fu casale di Airola fino al 1809. Lo stemma comunale raffigura tre spighe di grano e un castagno.

Arte
Chiesa di San Sebastiano con affreschi di Tommaso Giaquinto (1703-1710), Chiesa di San Pietro con Madonna Nera quattrocentesca, Ponte Carlo III dell’Acquedotto Carolino (UNESCO).

Eventi
Festa della Madonna della Libera (8 settembre) con il suggestivo rito dello “Strascino”, Mercatini di San Nicola a Luzzano (dicembre), Sagra di Sant’Antonio (agosto).

Panorama di Moiano con la Chiesa di San Sebastiano

Introduzione a Moiano

Moiano è un comune di 3.998 abitanti in provincia di Benevento, a 271 metri sul livello del mare. Il territorio copre 20,2 km² e si sviluppa sulle pendici occidentali del Monte Taburno, nella Valle Caudina. Gli abitanti sono chiamati “moianesi”.

Le origini documentate del paese risalgono al X secolo: una pergamena del Codice di Cava datata al 974 d.C. cita il “loco ubi dicitur Meane trans Boneia”. Il toponimo è ricondotto al latino “Fundus Mevianus”, riferito a una proprietà fondiaria romana. Per secoli Moiano fu un casale dipendente da Airola, acquisendo l’autonomia comunale solo nel 1809 sotto il dominio napoleonico.

Inizialmente parte della provincia di Terra di Lavoro, Moiano entrò a far parte della provincia di Benevento nel 1861 con l’Unità d’Italia. Nel 1867 fu aggregata al comune anche la frazione di Luzzano, caratteristica per le sue “pedamentine” – antiche scalinate in pietra che collegano le abitazioni del nucleo storico.

Lo stemma comunale, concesso il 20 ottobre 1953, raffigura tre spighe di grano dorate e un albero di castagno su campo azzurro, simboli dell’economia agricola tradizionale del territorio. I boschi di castagno delle pendici del Taburno fornivano infatti il legno pregiato per le doghe delle botti utilizzate nella produzione vinicola.

Il principale patrimonio artistico del comune è costituito dagli affreschi di Tommaso Giaquinto nella Chiesa di San Sebastiano (nota anche come “Cappella Sistina della Valle Caudina”), dalla statua lignea della Madonna Nera nella Chiesa di San Pietro e dal Ponte Carlo III dell’Acquedotto Carolino (progettato da Luigi Vanvitelli, iscritto nella lista UNESCO dal 1997).

La Chiesa di San Sebastiano

La Chiesa di San Sebastiano è il principale monumento artistico di Moiano, noto anche come “Cappella Sistina della Valle Caudina”. Si trova in Piazza San Sebastiano, nel centro storico. Fu fondata all’inizio del XVI secolo come ex voto durante un’epidemia di peste e ricostruita nell’aspetto attuale nel 1605.

L’interno conserva un ciclo di affreschi di Tommaso Giaquinto, realizzati fra il 1703 e il 1710; Giaquinto, pittore campano, fu allievo di Luca Giordano. Gli affreschi decorano interamente l’edificio con un programma iconografico complesso e articolato.

Sulle pareti della navata si sviluppano le Storie di Mosè, mentre sull’arco trionfale sono rappresentate l’Adorazione dei Pastori e la Cacciata dei Mercanti dal Tempio. Nel presbiterio campeggia il drammatico Martirio di San Sebastiano, patrono della chiesa. I quattro pennacchi della cupola ospitano figure di Profeti dell’Antico Testamento.

La cupola presenta la scena più suggestiva: una Gloria Celeste con le Opere di Misericordia, ispirata alla terribile peste del 1656 che devastò il Regno di Napoli. Sulla controfacciata è dipinto un maestoso Concerto degli Angeli. L’altare maggiore in marmi policromi fu realizzato da Carlo D’Adamo nel 1730.

Gli affreschi di Giaquinto sono un esempio significativo della pittura barocca napoletana della scuola di Luca Giordano.

Attrazioni a Moiano

Il patrimonio di Moiano comprende la Chiesa di San Sebastiano, la Chiesa di San Pietro Apostolo, il Ponte Carlo III dell’Acquedotto Carolino (UNESCO), la Grotta di San Mauro sul Monte Taburno e il Museo dell’Arte Presepiale nella frazione Luzzano.

Chiesa di San Sebastiano

Chiesa di San Pietro Apostolo

Ponte Carlo III (UNESCO)

Grotta di San Mauro

#1 Chiesa di San Sebastiano

La Chiesa di San Sebastiano è il principale monumento artistico di Moiano, noto anche come “Cappella Sistina della Valle Caudina”. Fondata all’inizio del XVI secolo come ex voto per un’epidemia di peste, assunse l’aspetto attuale nel 1605.

L’interno è decorato con affreschi di Tommaso Giaquinto, realizzati fra il 1703 e il 1710. Giaquinto fu allievo di Luca Giordano. Sulle pareti della navata si sviluppano le Storie di Mosè, sull’arco trionfale l’Adorazione dei Pastori e la Cacciata dei Mercanti, nel presbiterio il Martirio di San Sebastiano.

La cupola presenta una Gloria Celeste con le Opere di Misericordia, ispirata alla peste del 1656, mentre sulla controfacciata è dipinto un maestoso Concerto degli Angeli. L’altare maggiore in marmi policromi fu realizzato da Carlo D’Adamo nel 1730. Un gioiello nascosto che merita assolutamente una visita.

#2 Chiesa di San Pietro Apostolo

La Chiesa di San Pietro Apostolo, parrocchiale di Moiano, è documentata dal 1476. Distrutta dal terremoto del 5 giugno 1688, fu ricostruita a partire dal 1717 e completata nel 1822. Ha pianta a croce latina a tre navate e campanile con cuspide a cipolla.

All’interno si conservano altari in marmo realizzati da Carlo D’Adamo fra il 1730 e il 1741 e un fonte battesimale in marmi policromi. La cappella dedicata alla Madonna della Libera fu costruita nel XIX secolo con i contributi degli emigrati moianesi.

La chiesa conserva una statua lignea quattrocentesca della Madonna Nera, che rientra nell’elenco delle Madonne nere censite in Italia. La statua fu incoronata nel 1914 e benedetta da Papa Giovanni Paolo II il 26 giugno 1991. Il culto è attestato almeno dal XIV secolo.

#3 Ponte Carlo III (Patrimonio UNESCO)

Il Ponte Carlo III, in località Castellone al confine fra Moiano, Airola e Bucciano, è il primo dei tre ponti dell’Acquedotto Carolino. L’Acquedotto Carolino è iscritto nel patrimonio UNESCO dal 1997 insieme alla Reggia di Caserta e al complesso di San Leucio. Il ponte è lungo circa 130 metri con altezza massima di circa 6 metri e presenta quattro archi in tufo e pietra calcarea.

Due lapidi sui piloni riportano l’iscrizione “CAROLUS ET AMALIA UTR. SIC. ET. HIER. R. A.D. MDCCLIII” (1753), riferita a Carlo di Borbone e alla regina Maria Amalia di Sassonia. L’Acquedotto Carolino fu progettato da Luigi Vanvitelli per condurre l’acqua dalle sorgenti del Fizzo, sul Monte Taburno, alla Reggia di Caserta.

I lavori durarono 17 anni (1753-1770). L’acquedotto è lungo circa 38 km e termina ai Ponti della Valle presso Maddaloni; il ponte di Moiano è il primo tratto monumentale del percorso.

#4 Grotta di San Mauro

La Grotta di San Mauro si trova sulle pendici occidentali del Monte Taburno, raggiungibile da un sentiero che parte dalla strada per il Santuario della Madonna del Taburno. La cavità fungeva da raccoglitore di acqua piovana e, in passato, era meta di pellegrinaggi per invocare la pioggia.

All’interno si conservano un piccolo altare in tufo e frammenti di affreschi del XVII secolo. Si riconoscono tracce di una figura della Vergine e, in alto, il busto di San Menna.

#5 Museo dell’Arte Presepiale (Luzzano)

Il Museo dell’Arte Presepiale si trova nella frazione Luzzano, in Via San Vito. Inaugurato nel 2012 e gestito dall’associazione “Amici del Presepe”, ospita una mostra permanente di gruppi presepiali realizzati da artigiani locali.

Il museo è aperto nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio (feriali 15:00-20:00; festivi 9:00-13:00 e 15:00-20:00). Nel periodo natalizio Luzzano ospita i Mercatini di San Nicola, con esposizioni, degustazioni di prodotti tipici e spettacoli.

La frazione di Luzzano conserva le caratteristiche “pedamentine” (scalinate in pietra) che collegano le abitazioni del nucleo antico, e le chiese di San Vito Martire e San Nicola Magno.

Gastronomia & Eventi

La gastronomia di Moiano riflette le tradizioni culinarie della Valle Caudina e del Sannio beneventano, con una cucina genuina basata sui prodotti della terra e dell’allevamento locale.

Tra i piatti tipici spiccano la pasta fatta in casa (fusilli e cavatelli), l’agnello alla brace, e i salumi artigianali come soppressata, pancetta e capocollo. I formaggi locali includono caciotte e pecorino di produzione contadina. L’olio extravergine d’oliva delle colline circostanti accompagna ogni piatto.

I boschi di castagno del Monte Taburno fornivano storicamente il legno pregiato per le doghe delle botti, testimoniando l’importanza della viticoltura nella zona. Oggi i vini DOC del territorio includono la Falanghina del Sannio, l’Aglianico del Taburno e il Solopaca, eccellenze enologiche da scoprire nelle cantine locali.

Eventi a Moiano

L’evento più importante di Moiano è la Festa della Madonna della Libera, che si svolge dal 30 agosto al 9 settembre con il culmine l’8 settembre, giorno della Natività di Maria. Il culto verso questa Madonna Nera risale almeno al XIV secolo e nel 1700 Papa Innocenzo XII concesse l’indulgenza plenaria ai fedeli.

Il 15 agosto viene innalzato il vessillo con l’immagine della Madonna, mentre il 7 settembre avviene la solenne vestizione della statua con il manto azzurro e i monili d’oro donati dai fedeli. L’8 settembre, dopo la messa solenne delle ore 9:00, la processione si snoda per tutto il paese fino alle 21:00, con i fedeli che gareggiano per portare la statua.

Il momento più suggestivo è il rito dello “Strascino”: al rientro in chiesa, i fedeli seguono la statua in ginocchio, alcuni strisciando la lingua sul pavimento in segno di penitenza, accompagnati da canti antichissimi. La festa richiama pellegrini da tutta la Valle Caudina.

Altri eventi includono i Mercatini di San Nicola a Luzzano (dicembre), con il Museo del Presepe, la Sagra di Sant’Antonio (agosto a Luzzano), la festa di San Giuseppe (marzo) e la festa di San Pietro patrono (29 giugno).

Dove mangiare & Dove Dormire

Se desideri fermarti a Moiano per degustare le specialità locali o trascorrere qualche giorno alla scoperta del borgo e dei suoi dintorni, ecco alcuni consigli su dove mangiare e dove dormire.

Ristoranti

Agriturismo Le Tre Masserie

Trattoria Stella Majuri

  • +39 339 205 0508
  • Localita Stella Majuri

Nelle Vicinanze

Moiano non dispone di strutture ricettive proprie, ma la sua posizione strategica nella Valle Caudina permette di soggiornare nei comuni limitrofi ben attrezzati. A soli 3,5 km si trova Sant’Agata de’ Goti con i suoi affascinanti B&B nel centro storico. Airola e Montesarchio offrono hotel e agriturismi. Per chi cerca relax e benessere, le Terme di Telese distano circa 15 km.

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