Durazzano è un comune di 2.178 abitanti in provincia di Benevento, a 286 metri sul livello del mare, in una valle circondata dal Monte Burrano (a sud), dal Monte Longano (a nord) e dal Monte Aglio (a ovest).
Il territorio copre 13 km² e confina con la provincia di Caserta. Nel comune si trovano il castello medievale e il Ponte della Valle di Durazzano, parte dell’Acquedotto Carolino progettato da Luigi Vanvitelli (patrimonio UNESCO dal 1997).

DA SAPERE

Storia
Origini medievali documentate dal XIII secolo (Oraczanum). Terra Regia dal 1749 sotto Carlo III di Borbone. Castello costruito nel XIV secolo ispirato al Maschio Angioino.

Arte
Castello medievale quadriturrito con fossato, Ponte della Valle di Durazzano (UNESCO 1997, Acquedotto Carolino), Chiesa di Sant’Angelo (1521), Chiesa di San Rocco (1656), 7 chiese storiche.

Eventi
Festa di San Vincenzo patrono dei vignaioli (5 aprile), eventi enogastronomici del Sannio, sagre del vino e prodotti tipici, manifestazioni Pro Loco.

Panorama di Durazzano con il castello medievale

Introduzione a Durazzano

Durazzano è un comune di 2.178 abitanti in provincia di Benevento, a 286 metri sul livello del mare, in una valle racchiusa dal Monte Burrano (776 m) a sud, dal Monte Longano (585 m) a nord e dal Monte Aglio (458 m) a ovest. Il territorio copre 13 km². Il toponimo è ricondotto all’antico Oraczanum, forma di un possesso prediale romano.

La storia documentata dell’area risale al XIII secolo. Nel 1277 Durazzano (Oraczanum) è attestato nei registri angioini e infeudato alla famiglia De Sus. Nel 1333, estinto il ramo dei De Sus, il feudo passò alla corona.

Nel 1409 Ladislao d’Angiò-Durazzo, re di Napoli, vendette Durazzano per 3.500 ducati d’oro a Giovanni Cicinello. Il feudo passò in seguito alle famiglie Della Ratta (1427), Caracciolo, Spinelli, Carafa, d’Aquino, Tomacelli, Loffredo e infine Gargano. Il castello, costruito nel XIV secolo per volere di Carlo III di Durazzo, richiama nell’impianto il Maschio Angioino di Napoli.

Nel 1647, nel contesto della rivolta napoletana di Masaniello, anche a Durazzano si ebbero tumulti contro la gabella sulla frutta: la popolazione assediò il castello, trattenendo la famiglia Gargano.

Nel 1749 Carlo di Borbone elevò Durazzano a Terra Regia, uno dei siti reali del Regno, con governatore e tribunale propri. Tra il 1809 e il 1816 Durazzano fu capoluogo di circondario nel distretto di Nola, con giurisdizione su Cervino, Forchia, Messercola e Valle di Maddaloni. Con la Restaurazione borbonica il comune fu aggregato a Sant’Agata de’ Goti, in relazione al coinvolgimento di personalità locali (tra cui Nicola Mazzola) nella Repubblica Napoletana del 1799. Riacquisì lo status di comune autonomo nel 1860; in seguito passò dalla provincia di Caserta a quella di Benevento.

Il 30 aprile 1760 fu inaugurato il Ponte della Valle di Durazzano, secondo dei tre ponti dell’Acquedotto Carolino progettato da Luigi Vanvitelli. L’acquedotto, insieme alla Reggia di Caserta e al complesso di San Leucio, è iscritto dal 1997 nella lista del patrimonio UNESCO.

Il comune aderisce alle associazioni Città del Vino e Città della Nocciola.

Il Castello Medievale

Il Castello di Durazzano è la fortezza medievale del borgo. La tradizione storiografica la descrive come “fratello minore” del Maschio Angioino di Napoli: richiama l’impianto originario di Castel Nuovo, non avendo subito la ristrutturazione aragonese.

Il castello fu costruito nel XIV secolo per volere di Carlo III di Durazzo, re di Napoli. Si trova sul Monte Longano, in posizione di controllo sulla valle. La pianta è rettangolare, con quattro torrioni cilindrici agli angoli, tipici dell’architettura angioina. Il castello era circondato da un fossato alimentato dalle acque del corso d’acqua vicino, con funzioni sia difensive sia di approvvigionamento idrico.

Nel 1409 il castello fu venduto a Giovanni Cicinello e successivamente passò a Baldassarre Della Ratta, conte di Caserta. Nell’ultimo ventennio del XV secolo il castello fu coinvolto in conflitti legati alla famiglia Della Ratta.

Nel 1523 i della Ratta vendettero il castello a Lucrezia Caracciolo; in seguito passò agli Spinelli e, nel 1555, a Francesco d’Aquino. Nei secoli successivi appartenne a Carafa, Tomacelli, Loffredo e Gargano. Durante la rivolta di Masaniello del 1647 il castello fu assediato dalla popolazione locale in protesta contro la gabella sulla frutta.

Il portale d’accesso, sul fronte settentrionale, conserva lo stemma in marmo della famiglia Della Ratta e un’asola in muratura riconducibile a una porta a saracinesca. Al piano nobile si riconosce ancora la struttura di un grande salone, originariamente decorato da affreschi.

Secondo la tradizione locale, Alexandre Dumas padre visitò il castello nel corso del suo viaggio in Italia meridionale, per documentarsi sull’architettura angioina in vista del romanzo “Giovanna di Napoli”.

Attrazioni a Durazzano

Il patrimonio di Durazzano comprende il Ponte della Valle (Acquedotto Carolino, UNESCO), il castello medievale, la Chiesa di Sant’Angelo e la Chiesa di San Rocco.

Ponte della Valle UNESCO

Castello Medievale

#1 Ponte della Valle di Durazzano (UNESCO)

Il Ponte della Valle di Durazzano, noto anche come Ponte Taglione (o Ponte Tagliola nella forma popolare), è il secondo dei tre ponti dell’Acquedotto Carolino. L’acquedotto, insieme alla Reggia di Caserta e al complesso di San Leucio, è iscritto dal 1997 nella lista del patrimonio UNESCO. L’opera fu progettata da Luigi Vanvitelli per alimentare la Reggia di Caserta e il complesso di San Leucio.

Il ponte fu inaugurato il 30 aprile 1760, primo anno di regno di Ferdinando IV. Ha una lunghezza di 60 metri e attraversa una gola scavata nel tufo giallo, superando il torrente Martorana, lungo la direttrice verso Sant’Agata de’ Goti.

La struttura presenta quattro archi a tutto sesto sostenuti da contrafforti di diversa altezza. L’arco principale raggiunge i 16 metri sopra il torrente. Secondo la tradizione storiografica, il progetto originale prevedeva di intitolare il ponte a Ferdinando IV; l’iscrizione dedicatoria non fu realizzata.

#2 Castello Medievale Quadriturrito

Il Castello di Durazzano è una fortezza medievale, descritta nella tradizione storiografica come “fratello minore” del Maschio Angioino di Napoli, poiché richiama l’impianto originario di Castel Nuovo senza le successive modifiche aragonesi.

Il castello fu costruito nel XIV secolo per volere di Carlo III di Durazzo, re di Napoli. Sorge sul Monte Longano, ha pianta rettangolare con quattro torrioni cilindrici agli angoli ed era circondato da un fossato (con funzione sia difensiva sia di approvvigionamento idrico).

Il portale conserva lo stemma in marmo dei Della Ratta. Al piano nobile è riconoscibile la struttura di un grande salone originariamente decorato da affreschi. La tradizione locale ricorda la visita di Alexandre Dumas padre, che avrebbe documentato l’architettura del castello in vista del romanzo “Giovanna di Napoli”.

#3 Chiesa di Sant’Angelo

La Chiesa di Sant’Angelo è dedicata all’Arcangelo Michele e sorge ai piedi del Monte Longano. Le prime notizie documentate risalgono al 1521, ma l’origine potrebbe essere più antica.

Sulla vetta del Monte Longano esisteva una costruzione più antica, forse di epoca longobarda, sorta su preesistenze romane; della struttura sommitale restano oggi solo tracce dell’impianto.

L’edificio attuale conserva caratteristiche dell’architettura religiosa rurale del XVI secolo.

#4 Chiesa di San Rocco

La Chiesa di San Rocco fu edificata nel 1656 come ex voto per la fine della peste che aveva colpito il Regno di Napoli nel 1656. San Rocco è tradizionalmente invocato come protettore dalle pestilenze.

L’edificio ha navata unica con volta a botte, schema tipico delle piccole chiese votive del XVII secolo. La posizione, all’incrocio di due strade, funzionava come soglia simbolica di accesso al borgo.

L’edificio è stato restaurato, recuperando l’impianto originario e gli elementi architettonici seicenteschi.

Gastronomia & Eventi

La gastronomia di Durazzano appartiene alla tradizione sannita, di impronta rurale. Il comune aderisce ai circuiti Città del Vino e Città della Nocciola.

Sul territorio si producono vini a denominazione Sannio DOC e Falanghina del Sannio DOC, olio extravergine di oliva, nocciole, ciliegie, mele e frumento. L’Aglianico del Taburno DOCG e il Solopaca DOC, riservati a specifici gruppi di comuni, non comprendono Durazzano.

Tra i piatti della tradizione: il cardone beneventano (zuppa natalizia con cardi, pollo, uova, polpette e pinoli), cavatelli e orecchiette fatte in casa, carni di maialino nero e cinghiale, formaggi locali come caciocavallo, pecorino e ricotta fresca.

La festa patronale di San Vincenzo si celebra il 5 aprile, con processione, stand enogastronomici e musica. Nel corso dell’anno la Pro Loco organizza eventi dedicati ai prodotti del territorio (vino, olio, nocciole).

Eventi a Durazzano

A Durazzano si svolgono diversi eventi annuali:

La festa patronale di San Vincenzo si celebra il 5 aprile. Il santo è tradizionalmente invocato come protettore dei vignaioli e la scelta riflette la tradizione vitivinicola del territorio. Il programma comprende celebrazioni religiose con processione del santo e, nella parte civile, stand enogastronomici con vini e prodotti locali, musica e intrattenimento.

La Pro Loco organizza nel corso dell’anno sagre dedicate ai vini del Sannio, all’olio extravergine di oliva, alle nocciole e ai prodotti autunnali (castagne e funghi).

Il calendario comprende inoltre celebrazioni religiose legate al calendario liturgico e iniziative culturali dedicate alla storia locale, con particolare riferimento alle vicende della Repubblica Napoletana del 1799 e alla figura del patriota Nicola Mazzola.

Dove mangiare & Dove Dormire

Se desideri fermarti a Durazzano per degustare le specialità locali o trascorrere qualche giorno alla scoperta della città e dei suoi dintorni, ecco alcuni consigli su dove mangiare e dove dormire.

Ristoranti

Vineria Tenuta Marciano

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