Castelfranco in Miscano è il comune più orientale della provincia di Benevento, a 760 metri sul livello del mare, al confine con l’Irpinia (provincia di Avellino) e la Puglia.
Il territorio copre 43,40 km². Il nome è legato al possesso medievale del castello da parte di un feudatario “franco” o al privilegio di esenzione fiscale. Sul territorio si produce il Caciocavallo di Castelfranco, riconosciuto Prodotto Agroalimentare Tradizionale. Il paese è inoltre il luogo d’origine della famiglia del direttore d’orchestra Sir Antonio Pappano.
NAVIGAZIONE VELOCE
DA SAPERE
Borgo medievale al confine tra Sannio, Irpinia e Puglia. Origini normanne, passato tra numerose famiglie nobiliari (De Lecto, Sforza, Caracciolo, De Sangro).
Arte
Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XIII sec.) con scultura in arenaria del XV secolo, Chiesa di San Giovanni Battista, centro storico con edifici in pietra e ruderi del castello medievale.
Eventi
Sagra del Caciocavallo (settembre), Memorial Pasquale Pappano con Sir Antonio Pappano (agosto), Festa di San Giovanni Battista (giugno).

Introduzione a Castelfranco in Miscano
Castelfranco in Miscano è un comune di circa 770 abitanti in provincia di Benevento, nell’Appennino campano al confine tra Sannio, Irpinia e Puglia. Il territorio copre 43,40 km² e si sviluppa su uno sperone collinare a 760 metri sul livello del mare. L’economia è legata a cerealicoltura e allevamento bovino.
Il toponimo “Castelfranco” è ricondotto al possesso del castello in epoca angioina da parte di un feudatario “franco” (attestato come “Castellum Francolum”) o, secondo altra ipotesi, al privilegio di esenzione fiscale. Il riferimento “in Miscano” è legato al torrente omonimo che scorre nella valle sottostante.
Le prime attestazioni risalgono all’epoca normanna, nell’ambito della contea di Ariano. Nel corso dei secoli il feudo passò, fra le altre, alle famiglie De Lecto, Buisson e Shabran (di origine francese), Mansella di Salerno, Sforza, Guevara, Caracciolo, De Sangro e infine ai Mirelli, principi di Teora.
Nel 1496 Castelfranco fu luogo di raduno delle truppe aragonesi, sotto il comando di Giovanni Sforza signore di Pesaro, nel corso delle operazioni contro i francesi di Carlo VIII che assediavano Circello.
Sul piano amministrativo, il comune appartenne al Principato Ultra fino al 1811, poi alla provincia di Capitanata. Dal 1861, con l’Unità d’Italia, è parte della provincia di Benevento.
Il comune è oggi noto per la produzione del Caciocavallo di Castelfranco (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) e per essere il paese d’origine della famiglia del direttore d’orchestra Sir Antonio Pappano, i cui genitori emigrarono in Inghilterra nel 1958.
Il Caciocavallo di Castelfranco
Il Caciocavallo di Castelfranco in Miscano è un formaggio a pasta filata dura, riconosciuto come PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) dal MASAF.
La produzione è storicamente legata alla posizione lungo il tratturo Pescasseroli-Candela, una delle direttrici della transumanza. Il nome “caciocavallo” deriva dall’usanza di appendere le forme a coppie, “a cavallo” di una pertica di legno, durante la stagionatura.
Viene prodotto con latte bovino locale (razza Bruna), da bestiame alimentato con foraggi del territorio. La lavorazione tradizionale prevede la maturazione della cagliata con “scotta bollente” e la coagulazione in attrezzatura di legno con il siero acido della lavorazione precedente.
Alcune forme completano la stagionatura sotto uno strato di grano per circa sei mesi, sviluppando una buccia giallo chiaro. La stagionatura complessiva va da poche settimane (prodotto giovane) a oltre un anno (prodotto stagionato).
Al Caciocavallo è dedicata la Sagra del Caciocavallo, che si svolge a Castelfranco nel mese di settembre.
Attrazioni a Castelfranco in Miscano
Il patrimonio di Castelfranco in Miscano comprende la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, il Bosco del Monte Tufaro, le Bolle della Malvizza (vulcanetti di fango, in territorio di Montecalvo Irpino al confine con Castelfranco) e il centro storico medievale.
#1 Chiesa di Santa Maria delle Grazie
La chiesa risale al XIII secolo ed è il principale monumento del borgo. Originariamente a tre navate (con quattro colonne e due pilastri centrali), si presenta oggi a navata unica. Il tabernacolo conserva marmi incastonati e sul portale è collocata una scultura in arenaria del XV secolo.
L’antico convento adiacente è oggi sede del Comune. La chiesa è citata in una relazione vescovile “ad limina” del 1591.
#2 Bosco del Monte Tufaro
Lungo la dorsale del Monte Tufaro (918 metri), sullo spartiacque appenninico tra il bacino del Fortore e la valle del Miscano, si estende il Bosco di Castelfranco. L’area è sottoposta a tutela quale Sito di Interesse Comunitario (SIC); la vegetazione comprende carpino, orniello, roverella e acero.
Al margine settentrionale del bosco, al confine con Roseto Valfortore, sgorga una sorgente di acqua sulfurea. Nel bosco si sviluppano sentieri per escursioni naturalistiche.
#3 Bolle della Malvizza
Lungo la strada di accesso al paese, al confine tra i territori di Castelfranco in Miscano e di Montecalvo Irpino (AV), si trovano le Bolle della Malvizza, il più vasto complesso di vulcanetti di fango dell’Appennino meridionale. Il sito è amministrativamente nel comune di Montecalvo Irpino, a 518 metri di altitudine. Il fenomeno è di natura sedimentaria: consiste nell’emissione continua di idrocarburi gassosi (metano per oltre il 90%) in acque debolmente salmastre.
Il nome dialettale “polle della merla” (“malvizza” è il nome irpino di un uccello) rimanda al culto antico legato al sito, storicamente associato alla dea osca Mefite. Dopo le piogge le emissioni si intensificano. L’area è oggetto di studi scientifici relativi alla geologia del bacino sedimentario e alle emissioni di gas naturale.
#4 Centro Storico
Il nucleo antico di Castelfranco in Miscano si estende al di sotto della parte moderna del paese, con edifici in pietra e vicoli stretti. Si conservano alcuni ruderi di epoca romana e del castello medievale da cui il borgo prende nome.
Nel centro storico si trovano la Chiesa di San Giovanni Battista, dedicata al santo patrono, e la Cappella di San Lorenzo, ricostruita dopo il crollo del 1926.
Gastronomia & Eventi
La gastronomia di Castelfranco in Miscano appartiene alla tradizione contadina dell’area del Fortore, con piatti preparati con prodotti locali:
Primi Piatti: Cicatelli, tagliolini, gnocchi e lavanelli (pasta fatta in casa secondo antiche ricette).
Secondi: Spezzato (piatto di carne tradizionale), carni nostrane da allevamenti locali.
Piatti Poveri: Panunto (pane condito con olio e aglio), pancotto castelfranchese.
Dolci Tipici: Mustaccioli, sfogliatelle, sbriciolata.
Prodotti Tipici: Caciocavallo PAT, miele locale, fagioli del territorio.
Eventi a Castelfranco in Miscano
Sagra del Caciocavallo (settembre)
Si tiene nell’Area Fiera coperta di Via Largario, generalmente per quattro giorni nella seconda metà di settembre. È organizzata dall’Associazione Pro Allevatori Castelfranchesi con il patrocinio del Comune. Il programma comprende degustazioni di caciocavallo nelle diverse stagionature, stand con prodotti tipici (carni, miele, legumi, dolci), escursioni a cavallo e in mountain bike, musica e intrattenimento. L’evento coincide con i festeggiamenti in onore di San Fedele.
Memorial Pasquale Pappano – “I Remember” (agosto)
Concerto in memoria di Pasquale Pappano, padre del direttore d’orchestra Sir Antonio Pappano. Si esibisce l’Orchestra Filarmonica di Benevento in Piazza Michele Del Vecchio, con la collaborazione del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento.
Festa di San Giovanni Battista (24 Giugno)
Festa patronale del borgo con celebrazioni religiose, processione solenne e festeggiamenti popolari.