Campolattaro è un comune di 969 abitanti (Istat 2025) in provincia di Benevento, a 430 metri sul livello del mare, a circa 20 km a nord del capoluogo, nella valle del Tammaro.
Il territorio copre 17,59 km² e ospita il castello medievale, l’invaso artificiale del fiume Tammaro (diga di Campolattaro) e l’Oasi WWF istituita nel 2003, con oltre 150 specie di uccelli censite.
NAVIGAZIONE VELOCE
DA SAPERE
Antico borgo sannita, poi devastato dai Saraceni nell’867. Il castello medievale domina dall’alto la valle. Nel 1832 scoperta della famosa Tabula Alimentaria.
Arte
Castello con torre normanna del X-XI secolo, Chiesa del SS. Salvatore barocca, Chiesa della Madonna del Canale (1703), Orto Botanico del Sannio.
Eventi
Festa di San Sebastiano (20 gennaio), Dramma Sacro dei SS. Placido e Benedetto (agosto), Sagra dei Cicategli (agosto), Estate Campolattarese (5-29 agosto).

Introduzione a Campolattaro
Campolattaro è un comune di 969 abitanti (Istat 2025) in provincia di Benevento, a 430 metri sul livello del mare, con un territorio di 17,59 km². Il toponimo è stato ricondotto al longobardo “Campo di Walthario” o, secondo un’ipotesi alternativa, ai “Campi Lactari” per la vocazione pastorale del territorio.
Il territorio fu abitato in età sannitica. Nel 180 a.C. i Romani deportarono nell’area del Sannio i Liguri Apuani, che secondo alcune letture lasciarono tracce sui portali antichi. Nel Medioevo il territorio subì devastazioni da parte dei Saraceni (867) e un episodio di incendio punitivo attribuito a Ruggero II nel 1138 a seguito di una ribellione.
Nel 1445 Alfonso V d’Aragona concesse a Luigi di Capua l’amministrazione delle terre e del castello di Campolattaro, insieme a Morcone, San Giovanni Rotondo e Fragneto. Il feudo rimase ai Di Capua fino al XVII secolo, quando fu ceduto a Michele Blanch, marchese di San Giovanni. La Tabula Alimentaria dei Ligures Baebiani, documento bronzeo dell’età di Traiano (101 d.C.), fu rinvenuta nel 1831 non a Campolattaro ma in località Macchia di Circello; rimase custodita nel palazzo De Agostini di Campolattaro fino al 1875, quando fu ceduta allo Stato. È oggi conservata al Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano.
Il territorio è oggi noto per il castello medievale, per l’invaso artificiale del fiume Tammaro (capacità 109 milioni di metri cubi) e per l’Oasi WWF di circa 1.000 ettari, istituita nel 2003 e condivisa con il Comune di Morcone.
Il Castello Medievale
Il castello di Campolattaro sovrasta la piazza centrale dall’alto del Monte Toppa Guardiola. La torre normanna a pianta quadrata, alta circa 20 metri, fu edificata probabilmente tra l’XI e il XII secolo e costituisce il nucleo originario. L’intero complesso fortificato si sviluppò attorno alla torre a partire dal XIII secolo.
Oggi il castello è di proprietà privata ed è visitabile su prenotazione. Conserva una cappella palatina riconsacrata nel 1717, saloni affrescati e un cortile con loggiato.
L’edificio funziona anche come struttura ricettiva (bed & breakfast) e ospita eventi privati. Dalle torri si osservano la valle del Tammaro e l’invaso di Campolattaro.
La posizione dominante permetteva il controllo delle vie di comunicazione tra il Sannio e il Molise.
Lago di Campolattaro e Oasi WWF
Il lago di Campolattaro è il più grande invaso artificiale della Campania. La diga sul fiume Tammaro fu costruita tra il 1981 e il 1993, con un’altezza massima di 62,90 metri e un coronamento di 820,60 metri. La capacità è di 109 milioni di metri cubi d’acqua (89 milioni dal Tammaro, 20 milioni dalla traversa sul Tammarecchia). Il riempimento progressivo dell’invaso è iniziato nel 2006.
L’Oasi WWF del Lago di Campolattaro, istituita nel 2003 e condivisa con il Comune di Morcone, si estende per oltre 1.000 ettari. Nel 2013 ha ricevuto il premio EBN Italia come migliore sito italiano per il birdwatching. Tra le specie censite, oltre 150, figurano aironi, cormorani, rapaci diurni (poiana, gheppio, nibbio bruno, falco pellegrino) e notturni (gufo comune, assiolo, civetta, allocco, barbagianni); specie simbolo dell’area è il gruccione.
Le acque del lago sono utilizzate per canoa, kayak e pesca sportiva. Lungo le rive si sviluppano sentieri naturalistici per trekking e nordic walking.
L’Oasi organizza visite guidate e attività didattiche dedicate all’ornitologia e alla biodiversità del territorio.

Attrazioni a Campolattaro
Il patrimonio di Campolattaro comprende il castello medievale, la Chiesa del SS. Salvatore, la Chiesa della Madonna del Canale, la Chiesa di San Sebastiano, l’Orto Botanico del Sannio e l’Oasi WWF del Lago di Campolattaro.
#1 Chiesa del Santissimo Salvatore
La chiesa madre di Campolattaro, dedicata al Santissimo Salvatore, fu costruita in epoca angioina fuori dalle mura originarie del borgo e ha facciata settecentesca di impianto barocco con campanile a quattro livelli.
Conserva opere d’arte sacra e ospita le principali celebrazioni religiose della comunità.
La festa del SS. Salvatore si celebra dal 3 al 5 agosto con processioni e momenti di preghiera.
#2 Chiesa della Madonna del Canale
La Chiesa della Madonna del Canale è la più antica di Campolattaro. Secondo la tradizione locale, nel 1700 fu rinvenuta sotto una tegola un’immagine della Madonna dipinta su cuoio; il cardinale Vincenzo Maria Orsini (arcivescovo di Benevento dal 1686 al 1724, poi Papa Benedetto XIII) avrebbe donato in cambio una statua lignea della Madonna, tuttora venerata nella chiesa.
L’edificio fu consacrato dallo stesso cardinale Orsini nel 1703. Ogni 15 settembre si celebra la festa della Madonna del Canale con la processione per le vie del paese.
#3 Orto Botanico del Sannio
L’Orto Botanico del Sannio, nato nel 2010, è dedicato alla conservazione della biodiversità rurale locale. Su terrazzamenti in muri a secco sono coltivate antiche varietà di frutta a rischio di estinzione e piante officinali.
L’area ospita anche una ricca avifauna nidificante.
Sono disponibili visite guidate a pagamento su prenotazione, con percorsi dedicati alle varietà antiche di mele e pere e all’uso delle piante officinali.
#4 Chiesa di San Sebastiano
Dedicata al santo patrono, la chiesa ha subito danni nel terremoto del 1962. Tra le opere conservate, una tavola ottocentesca raffigurante la Madonna della Misericordia.
La chiesa ospita le celebrazioni per San Sebastiano, il 20 gennaio, con messa solenne e processione per il centro storico.
Gastronomia & Eventi
La cucina di Campolattaro fa parte della tradizione contadina sannita. Tra i piatti più noti: la “mnestra mmaretata” (minestra maritata) a base di verdure e carni, con prosciutto e cotiche.
I cicategli sono cavatelli fatti a mano serviti con ragù e salsiccia locale; sono protagonisti della sagra di fine agosto. Tra gli altri primi piatti: cazzarielli in cassuola (gnocchetti senza patate), lagane e ceci con pancetta e zuppe di legumi.
Tra i dolci della tradizione: struffoli al miele, cicirieddi fritti e glassati, scorpelle al limone. Il territorio rientra nelle denominazioni Sannio DOC e Falanghina del Sannio DOC; la zona dell’Aglianico del Taburno DOCG, circoscritta a tredici comuni pedemontani del Taburno, non comprende Campolattaro. Tra i formaggi dell’area: il Caciocavallo Silano DOP (Campolattaro rientra nel disciplinare) e il pecorino di Laticauda.
Eventi a Campolattaro
A Campolattaro si svolgono diversi eventi annuali. La festa del patrono San Sebastiano si celebra il 20 gennaio con processione per il centro storico.
L’ultima domenica di agosto si celebra la festa dei Santi Placido e Benedetto, con la rappresentazione del “Dramma Sacro”, tratta da un manoscritto anonimo del Settecento, che ricostruisce il martirio dei santi.
La Sagra dei Cicategli e Salsiccia si tiene il penultimo sabato di agosto e propone cavatelli fatti a mano conditi con ragù e salsiccia locale.
L’Estate Campolattarese (dal 5 al 29 agosto) propone concerti ed eventi sportivi, con la Via Crucis del 23 agosto.
Dove mangiare & Dove Dormire
Se vuoi fermarti a Campolattaro per gustare le specialità locali o trascorrere qualche giorno alla scoperta del borgo e dei suoi dintorni, ecco i consigli migliori su dove mangiare e dove dormire.


