Cerreto Sannita è un comune di 3.542 abitanti in provincia di Benevento, a 290 metri sul livello del mare, con un territorio di 33,3 km².
La città è uno dei principali esempi italiani di pianificazione urbana post-sismica: fu interamente ricostruita su nuovo sito dopo il terremoto del Sannio del 5 giugno 1688.
NAVIGAZIONE VELOCE
DA SAPERE
Città ricostruita dopo il terremoto del 1688, progettata con criterio antisismico su pianta a scacchiera.
Arte
Ricca di chiese barocche (Cattedrale, Collegiata San Martino, San Gennaro) e palazzi nobiliari con portali decorati.
Eventi
Sagra degli Asparagi e Virni (maggio), Presepiarte (dicembre-gennaio), Pane e Olio in Frantoio (novembre).

Introduzione a Cerreto Sannita
Cerreto Sannita è un comune di 3.542 abitanti in provincia di Benevento, a 290 metri sul livello del mare, con un territorio di 33,3 km². La città è uno dei principali esempi italiani di pianificazione urbana post-sismica: fu interamente ricostruita su nuovo sito dopo il terremoto del Sannio del 5 giugno 1688. La pianta è a scacchiera, con criteri antisismici per l’epoca.
Il terremoto del Sannio colpì l’area sabato 5 giugno 1688 (vigilia di Pentecoste). L’intensità è stimata fra il X e l’XI grado della scala Mercalli (magnitudo stimata intorno a 7.0). A Cerreto la scossa distrusse l’antico abitato, causando circa 4.000 vittime su una popolazione di circa 8.000 abitanti. I danni del sisma furono avvertiti in cinque regioni dell’Italia meridionale, su un’area che si estende per circa 70 km in direzione sud-est/nord-ovest.
Dopo il terremoto i conti Marzio e Marino Carafa, feudatari di Cerreto, decisero di non ricostruire l’abitato sullo stesso sito ma di edificare una nuova città più a valle, su un terreno ritenuto più stabile. Il progetto fu affidato all’ingegnere regio Giovanni Battista Manni. Il piano urbanistico previde strade ampie e rettilinee, isolati squadrati, edifici di altezza contenuta (massimo due piani) e l’uso di materiali progressivamente più leggeri ai piani superiori.
Artigianato Locale
La lavorazione della ceramica a Cerreto è documentata dal XIV secolo. La tradizione ceramica cerretese conobbe il periodo di maggior sviluppo dopo il 1688, quando numerosi “faenzari” napoletani si trasferirono nella nuova città, attratti dagli incentivi fiscali concessi dai Carafa.
Tra gli artigiani di riferimento di questa fase, il ceramista napoletano Nicolò Russo, trasferitosi a Cerreto fra il 1692 e il 1693. Nella sua bottega, nei pressi dell’attuale Piazza Luigi Sodo, si formarono ceramisti cerretesi e laurentini come Antonio Giustiniani, Domenico Marchitto e Santi Festa.
Nella nuova Cerreto si sviluppò un quartiere dei ceramisti nei pressi della Cattedrale. La ceramica cerretese è caratterizzata da uno stile naturalistico e da una tavolozza con giallo intenso, verde ramina, arancione, manganese e il caratteristico “blu cerretese” ottenuto da una miscela di cobalto e ossido di rame.
Il Museo Civico e della Ceramica Cerretese (MARC) è stato istituito nel 1993 e inaugurato nel 1995 nel settecentesco Palazzo Sant’Antonio. È articolato in quattro sezioni: Ceramica Antica (circa 400 pezzi, in prevalenza del Settecento); Ceramica Contemporanea (opere delle Biennali di Arte Ceramica Contemporanea); Collezione Mazzacane (218 pezzi, acquisita nel 2012, dalla collezione dello storico locale Vincenzo Mazzacane); Arte Sacra (nella chiesa di San Gennaro).
La Tintoria Ducale è un edificio di archeologia industriale. La prima tintoria esisteva nell’antica Cerreto dal XV secolo; dopo il 1688 fu edificata una nuova tintoria, di cui restano tratti in località “Capo da fuori”. Era destinata alla colorazione dei panni di lana, altra attività economica importante del paese, e fu abbandonata nel XIX secolo con il declino dell’industria tessile locale.
Attrazioni a Cerreto Sannita
Il patrimonio di Cerreto Sannita comprende la Cattedrale della Santissima Trinità, la Collegiata di San Martino, la Chiesa di San Gennaro, il Museo Civico e della Ceramica Cerretese (MARC), la Morgia Sant’Angelo e il Ponte di Annibale.
#1 Cattedrale della Santissima Trinità
La costruzione della Cattedrale iniziò nel 1690, con fondi ottenuti da monsignor Giovanni Battista de Bellis da papa Alessandro VIII. L’edificio è in stile tardo barocco, con facciata in pietra locale, pianta a croce latina a tre navate e dodici altari. I due campanili sono rivestiti da embrici maiolicati gialli e verdi, caratteristici della tradizione ceramica cerretese.
#2 Collegiata di San Martino
Con una superficie di circa 2.000 m², la Collegiata di San Martino è la chiesa più ampia della diocesi. Alla facciata si accede con quattro rampe di scale in pietra. L’interno è a tre navate con cappelle laterali. Tra le opere conservate: le acquasantiere all’ingresso, realizzate nel 1739 dai fratelli Pagano, e il dipinto raffigurante la gloria di San Martino di Paolo de Falco (1714).
#3 Chiesa di San Gennaro
La chiesa fu commissionata nel 1722 dai coniugi Giuseppe Giamei ed Elisabetta Biondi. La facciata è in stile neoclassico. L’elemento più caratteristico è la cupola a pianta ovale, che richiama quella della Cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli. Nel 1927 la chiesa fu dichiarata monumento nazionale; dal 1998 ospita la sezione di arte sacra del museo civico.
#4 Museo Civico e della Ceramica Cerretese
Il MARC ha sede nel settecentesco Palazzo Sant’Antonio ed espone circa 400 ceramiche antiche, opere contemporanee e la Collezione Mazzacane (218 pezzi).
#5 Morgia Sant’Angelo
Conosciuta anche come “La Leonessa”, la Morgia Sant’Angelo è un monolite di roccia calcarea alto circa 35 metri, la cui forma è dovuta all’erosione. Alla base si apre una grotta naturale frequentata dalla preistoria e successivamente trasformata in luogo di culto in epoca longobarda.
#6 Ponte di Annibale
Ponte romano a tutto sesto che attraversa il fiume Titerno, lungo circa 13 metri. Il nome è legato alla tradizione locale secondo cui vi sarebbe passato Annibale con gli elefanti durante la seconda guerra punica: si tratta di un riferimento leggendario, non documentato dalle fonti.
Gastronomia & Eventi
La gastronomia cerretese si basa su prodotti locali:
Il “virno” (Calocybe gambosa), fungo primaverile noto anche come “fungo di San Giorgio”, raccolto nelle aree montane del Parco Regionale del Matese.
Olio extravergine di oliva da cultivar locali: Ortice, Ortolana e Racioppella.
Vini a denominazione Sannio DOC, Falanghina del Sannio DOC e Solopaca DOC (Cerreto Sannita rientra nel disciplinare del Solopaca).
Prodotti caseari locali: ricotta, fior di latte, pecorino e caciocavallo, da latte di ovini e bovini al pascolo nella zona detta “Parata”.
Tra i piatti tipici: la stracciatella ai virni (funghi virni cotti con aglio fresco, formaggio vaccino primo sale e uova), le tagliatelle con virni, lo spezzatino di agnello con virni, i fagioli e castagne, i mugliatielli (involtini di interiora d’agnello).
Eventi a Cerreto Sannita
A Cerreto Sannita si svolgono diversi eventi annuali:
La Festa Patronale di Sant’Antonio di Padova si celebra il 13 giugno. Patrono della città e della diocesi dal 1731, è venerato con la processione della statua d’argento realizzata nel 1656 dal cesellatore napoletano Antonio Perillo e scampata al terremoto del 1688.
Il Maggio Gastronomico e la Sagra dei Virni e degli Asparagi (fine aprile/inizio maggio) sono dedicati al fungo virno (Calocybe gambosa) e agli asparagi selvatici.
Le Domeniche dell’Olio (novembre) sono dedicate all’olio extravergine di oliva locale.
La Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea (tra giugno e settembre) ospita opere di artisti italiani della ceramica.
Dove mangiare & Dove Dormire
Lasciati consigliare da noi dove mangiare e dove dormire se vuoi passare un paio di giorni a Cerreto Sannita





