Pietraroja è un comune di 522 abitanti in provincia di Benevento, a 818 metri sul livello del mare nel massiccio del Matese. Il territorio copre circa 35,6 km². Il comune è noto per il fossile di “Ciro” (Scipionyx samniticus), il primo dinosauro rinvenuto in Italia.
L’abitato è stato ricostruito più volte dopo i terremoti. Il prosciutto di Pietraroja è Presidio Slow Food. Il paesaggio è dominato dal Monte Mutria.
NAVIGAZIONE VELOCE
DA SAPERE
Antico borgo sannita fondato nell’85 a.C., ricostruito 4 volte dopo terremoti e calamità. Nome dalla pietra calcarea rosata del Monte Mutria.
Arte
Chiesa madre con portale romanico XI secolo unico (leonessa e orsa che allattano), Paleolab museo interattivo, borgo medievale.
Eventi
Sagra dei Prodotti Tipici (metà agosto), Festa di San Nicola (6 dicembre, 8 maggio, giugno), Passione di Cristo (Settimana Santa), Vicoli del Prosciutto (estate).

Introduzione a Pietraroja
Pietraroja è un comune di 522 abitanti in provincia di Benevento, a 818 metri sul livello del mare sulle pendici del Monte Mutria, nel Parco Regionale del Matese. Il territorio copre circa 35,6 km² ed è tra i comuni più elevati della provincia.
Il toponimo è ricondotto alla pietra calcarea rosata che affiora sul territorio. Secondo la tradizione storiografica, il primo abitato fu fondato nell’85 a.C. da profughi dell’antica Telesia, distrutta da Lucio Cornelio Silla durante le guerre civili romane.
L’abitato attuale sorge su un sito distinto rispetto alla Pietraroja medievale, a seguito delle ricostruzioni successive al terremoto del Sannio del 5 giugno 1688. In età medievale il feudo appartenne ai Sanframondo (XII-XIV secolo), ai Marzano, ai Gaetani e infine ai Carafa, fino all’abolizione del feudalesimo nel 1806.
Nel 1863, a Pietraroja si consumò uno degli episodi del brigantaggio post-unitario noto come “tradimento della Cava dei Briganti”, in cui alcuni briganti arresi furono giustiziati nonostante le promesse di salvezza.
La notorietà contemporanea di Pietraroja è legata al ritrovamento del 1981: Giovanni Todesco scoprì il fossile di un piccolo dinosauro, noto come Scipionyx samniticus (“Ciro”), primo dinosauro rinvenuto in Italia. Il fossile, datato a circa 113 milioni di anni fa, conserva tracce eccezionali di organi interni e tessuti molli.
Tra le attrazioni principali: il Paleolab (museo paleontologico), le tradizioni del prosciutto di Pietraroja (Presidio Slow Food) e i percorsi escursionistici del Matese.
Il Paleolab e la storia di Ciro
Il fossile originale di Scipionyx samniticus, noto come “Ciro”, si trova attualmente presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento a Benevento, e non al Paleolab di Pietraroja come molti potrebbero pensare.
Questa situazione ha generato una significativa controversia politica e culturale che continua ancora oggi.
La collocazione attuale del fossile originale
Il reperto originale di Ciro è custodito permanentemente presso l’ex-Convento di San Felice a Benevento (Viale degli Atlantici, 14/16), sede operativa della Soprintendenza.
Qui il fossile è conservato in condizioni controllate per garantirne la preservazione scientifica.
L’accesso al pubblico è possibile dal lunedì al venerdì su appuntamento; eventuali aperture straordinarie sono annunciate dalla Soprintendenza.
Il Paleolab di Pietraroja è chiuso per ristrutturazione
Il museo multimediale di Pietraroja è temporaneamente chiuso da circa due anni (dal 2022) per importanti lavori di ristrutturazione.
Un progetto di 4,55 milioni di euro finanziato dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) è stato approvato per il completo rinnovamento museografico, tecnologico ed energetico sia del Paleolab che dell’intero Parco Geopaleontologico circostante.
Cosa è esposto al museo: solo calchi e repliche
Al Paleolab di Pietraroja non è mai stato esposto l’originale, ma solo un calco di alta qualità installato il 15 aprile 2005, quando il museo fu inaugurato.
Questa è una pratica standard per ragioni di sicurezza: tutti i fossili esposti nel museo sono riproduzioni, come dichiarato dalla politica ufficiale dell’istituzione.
Ulteriori calchi museali di Ciro sono conservati presso il Museo Civico di Storia Naturale di Milano, il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo di Livorno, il MUSE di Trento e il Centro Didattico Ambientale “Vivere i Parchi” di Candia Canavese.
Quando era operativo, il Paleolab offriva un percorso multimediale progettato dal fisico Paco Lanciano, con proiezioni 3D, un “ascensore geologico” e laboratori didattici.
Attrazioni a Pietraroja
Il patrimonio di Pietraroja comprende il Paleolab e il Parco Geopaleontologico, la Chiesa Madre (Santa Maria Assunta) con il portale romanico, il Monte Mutria e la filiera del prosciutto locale.
#1 Paleolab e Ciro
Il Paleolab di Pietraroja è un museo paleontologico inaugurato nel 2005 su progetto del fisico Paco Lanciano. Il museo espone un calco di Scipionyx samniticus (“Ciro”), primo dinosauro rinvenuto in Italia. Il fossile originale è conservato presso la Soprintendenza di Benevento.
Il percorso museale inizia con l'”ascensore geologico” multimediale, che introduce al periodo del Cretaceo (circa 113 milioni di anni fa). Le sale utilizzano proiezioni 3D, ricostruzioni ambientali e installazioni interattive per ricostruire l’antica laguna tropicale.
Il fossile di Ciro, lungo 23,7 cm, conserva dettagli anatomici eccezionali: organi interni, muscoli, vasi sanguigni e resti dell’ultimo pasto. La scoperta ha fornito informazioni originali sull’anatomia interna dei dinosauri teropodi.
#2 Chiesa di Santa Maria Assunta
Nel centro del borgo, in Piazza San Nicola, si trova la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, ricostruita dopo il terremoto del 1688 con elementi architettonici della preesistente Chiesa di San Paolo. All’esterno spicca il portale romanico dell’XI secolo.
Il portale presenta sculture inusuali nell’iconografia romanica: una leonessa sul lato sinistro e, sul destro, un’orsa che allatta due piccoli. Completano il portale colonne tortili e capitelli scolpiti.
L’interno, ricostruito nel XVIII secolo, conserva dipinti settecenteschi e statue lignee. La facciata è in pietra locale.
#3 Monte Mutria e i panorami
Il Monte Mutria (1.823 metri) domina il paesaggio di Pietraroja e segna il confine tra Campania e Molise. Dalle sue pendici, nelle giornate limpide, si osserva il Vesuvio.
Il terrazzo del cimitero comunale è uno dei punti panoramici più accessibili, con vista sulla valle di Cusano Mutri, sulle vette del Matese e sui resti della Pietraroja distrutta dal terremoto.
Il Passo di Santa Crocella, sulla strada per Sepino, a 1.265 metri, è un altro punto panoramico, circondato da faggete. Dal paese partono sentieri CAI di varia difficoltà verso le vette del Matese.
#4 La Prosciutteria di Pietraroja
La Prosciutteria di Pietraroja, gestita dalla famiglia Di Biase, è uno dei principali produttori del prosciutto locale, Presidio Slow Food e Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT). La tradizione è documentata dal 1776, con forniture di “prigiotta” ai Gaetani di Laurenzana.
L’azienda offre visite guidate nelle cantine di stagionatura. La lavorazione prevede salatura minima, pressatura in torchi di legno e stagionatura naturale di almeno 24 mesi.
Oltre al prosciutto, la Prosciutteria propone piatti della tradizione locale e altri prodotti (formaggi di pecora Laticauda, salumi, conserve). È consigliata la prenotazione nei fine settimana.
Gastronomia & Eventi
La gastronomia di Pietraroja ruota attorno al prosciutto locale, riconosciuto come Presidio Slow Food e Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT). La tradizione è documentata dal 1776:
Il prosciutto di Pietraroja è lavorato con salatura minima, pressatura in torchi di legno e stagionatura naturale di almeno 24 mesi, in un ambiente montano a 818 metri sul livello del mare.
Tra i piatti tradizionali: i carrati, maccheroni fatti a mano con un ferro apposito, lunghi come spighe di grano. Si servono con ragù di pecora, noci e pecorino locale, oppure con sugo di gallina.
Altri prodotti locali: i “virni” (Calocybe gambosa), funghi primaverili raccolti tra 800 e 1.200 metri; la pecora cotta alla brace; le lenticchie locali in zuppa con cotiche; i formaggi di pecora Laticauda e il caciocavallo del Matese.
Il territorio di Pietraroja rientra nelle denominazioni Sannio DOC e Falanghina del Sannio DOC. L’Aglianico del Taburno DOCG ha zona di produzione circoscritta a tredici comuni pedemontani del Taburno e non comprende Pietraroja. L’olio extravergine d’oliva locale, prodotto da cultivar autoctone, completa l’offerta enogastronomica.
Eventi a Pietraroja
Pietraroja mantiene vive antiche tradizioni con eventi che celebrano la sua identità culturale e gastronomica:
La Sagra dei Prodotti Tipici Locali si svolge a metà agosto (solitamente 18-21) in Piazza Vittoria. Per quattro giorni il borgo si anima con degustazioni di prosciutto, carrati fatti a mano, formaggi locali e piatti tradizionali. L’atmosfera è quella delle autentiche feste di paese, con musica dal vivo, balli popolari e l’orgoglio di una comunità che custodisce le proprie tradizioni.
San Nicola di Bari, patrono del borgo, viene celebrato tre volte l’anno: il 6 dicembre (festa liturgica principale), l’8 maggio (traslazione delle reliquie) e la domenica prima del 24 giugno con i tradizionali “focarelle” (falò). Questi fuochi ricordano sia l’antica partenza dei mietitori per la Puglia che il terribile terremoto del 1688.
Durante la Settimana Santa si svolge la suggestiva rappresentazione della Passione di Cristo in costume d’epoca, tradizione iniziata nel 1982 che coinvolge l’intera comunità con oltre 100 figuranti in abiti storici.
I Vicoli del Prosciutto (luglio-agosto) trasformano le antiche stradine del borgo in un percorso enogastronomico all’aperto, con degustazioni nelle cantine storiche e dimostrazioni della lavorazione tradizionale.
Il Festival delle Tradizioni Popolari (prima settimana di settembre) celebra musica, danze e costumi tradizionali del Sannio, con gruppi folkloristici provenienti da tutta la regione.
Dove mangiare
Se desideri fermarti a Pietraroja per gustare le specialità locali o esplorare il borgo e i suoi dintorni, ecco alcuni consigli su dove mangiare. Per il pernottamento, dovrai cercare strutture nei comuni limitrofi.

