Pontelandolfo, borgo della memoria nel cuore del Sannio, sorge su uno sperone roccioso che domina la valle del Tammaro a 525 metri d’altitudine.
Con i suoi 2.119 abitanti, questo antico borgo sannita conserva intatto il suo impianto medievale dominato dalla possente Torre Normanna.
Il comune è legato alla memoria dei fatti del 14 agosto 1861 (cosiddetti “fatti di Pontelandolfo e Casalduni”). Sul territorio si produce olio extravergine di oliva (cultivar Ortice) e si trova il Borgo Cerquelle, antico borgo contadino restaurato.

DA SAPERE

Antico borgo sannita del 980 d.C., teatro dell’eccidio del 14 agosto 1861. Nome dal principe longobardo Landolfo che costruì il ponte sull’Alente.

Arte
Torre Normanna del XII secolo (20 metri), Chiesa del SS. Salvatore, Chiesa SS. Annunziata, Museo Civico dell’Arte Contadina, Borgo Cerquelle medievale.

Eventi
Festa di San Donato (7 agosto), Commemorazione 14 agosto (eccidio 1861), Carnevale con Ruzzola del Formaggio, tradizioni rurali di Borgo Cerquelle.

Panorama di Pontelandolfo con Torre Normanna

Introduzione a Pontelandolfo

Pontelandolfo è un comune di 1.979 abitanti in provincia di Benevento, a 510 metri sul livello del mare su uno sperone roccioso che domina la valle del Tammaro, ai contrafforti del Matese. Il territorio copre 29,03 km².

Il toponimo deriva da “Pontis Landulphi” (“Ponte di Landolfo”), riferito al principe longobardo che intorno all’anno Mille fece costruire un ponte sul torrente Alente. La prima attestazione scritta risale al XII secolo, nel Chronicon Beneventanum di Falcone Beneventano. Il territorio comunale si estende per circa 29 km² in un paesaggio collinare-montano; la quota maggiore è il Monte Calvello (1.017 metri).

Scavi archeologici nelle località Coste Chiavarine e Coste dell’Avellana hanno documentato un oppidum sannitico lungo il percorso della Via Numicia. In epoca romana, in località Sorgenza, era presente il “Pago di Ercole” (I-III secolo d.C.).

Il castello normanno, sul punto più alto dello sperone, fu il fulcro dell’abitato medievale. La Torre Normanna, alta oltre 20 metri, è l’unico elemento superstite del castello dopo il terremoto del 1688. Nei secoli il feudo appartenne a diverse famiglie nobiliari, tra cui i Monforte nel XV secolo.

L’episodio più noto della storia del paese è la rappresaglia del Regio Esercito del 14 agosto 1861, nell’ambito dei cosiddetti “fatti di Pontelandolfo e Casalduni”. Dopo l’uccisione di alcuni soldati da parte dei briganti, il generale Enrico Cialdini ordinò la rappresaglia: 500 bersaglieri, al comando del colonnello Pier Eleonoro Negri, diedero alle fiamme l’abitato. Le vittime civili sono stimate fra alcune decine e diverse centinaia. Nel 2011 l’allora ministro Giuliano Amato portò le scuse ufficiali dello Stato italiano.

Pontelandolfo è riconosciuto come “Luogo della Memoria” per gli eventi del 1861. Sul territorio si producono olio extravergine di oliva (cultivar Ortice) e altri prodotti locali; è inoltre presente il Borgo Cerquelle.

La Torre Normanna

La Torre Normanna è il principale monumento di Pontelandolfo e una delle testimonianze architettoniche medievali del Sannio. Fu costruita nel XII secolo e modificata in epoca aragonese; è l’unico elemento superstite del castello medievale distrutto dal terremoto del 1688.

La torre è alta oltre 20 metri ed è costruita in pietra locale. Era originariamente parte di un complesso fortificato più ampio, con ponti levatoi e torri collegate, a controllo della valle del Tammaro e delle vie di comunicazione verso Molise e Abruzzo.

Il castello fu coinvolto in due assedi: il primo nel 1138, quando Ruggero II di Sicilia incendiò il paese in seguito alla ribellione del conte di Ariano; il secondo nel 1462, quando le truppe aragonesi tentarono di espugnare la fortezza, allora difesa da Niccolò Monforte, conte di Campobasso.

La torre è oggi di proprietà privata ed è visitabile su prenotazione; conserva cimeli storici. Dalla sommità si osservano l’abitato e la valle del Tammaro.

Attrazioni a Pontelandolfo

Il patrimonio di Pontelandolfo comprende la Torre Normanna, il Borgo Cerquelle, la Chiesa della SS. Annunziata e il Museo Civico dell’Arte Contadina.

Torre Normanna

Borgo Cerquelle

Chiesa SS. Annunziata

Museo Arte Contadina

#1 Torre Normanna

La Torre Normanna, costruita nel XII secolo e modificata in epoca aragonese, è alta oltre 20 metri ed è l’unico elemento superstite del castello medievale distrutto dal terremoto del 1688.

Era originariamente parte di un complesso fortificato più ampio con ponti levatoi e torri collegate, a controllo della valle del Tammaro. Il castello fu coinvolto negli assedi del 1138 (Ruggero II di Sicilia) e del 1462 (truppe aragonesi contro Niccolò Monforte, conte di Campobasso).

La torre è oggi di proprietà privata ed è visitabile su prenotazione; conserva cimeli storici. Dalla sommità si osservano l’abitato e la valle del Tammaro.

#2 Borgo Cerquelle

Borgo Cerquelle è un antico borgo contadino, restaurato secondo tecniche costruttive tradizionali. Le casette in pietra, datate tra il XVII e il XX secolo, sono state trasformate in alloggi che mantengono intatto il fascino dell’architettura tradizionale.

Situato a 600 metri di altitudine tra i boschi del Matese, il borgo è attraversato dal fiume Lenta che forma suggestive cascate naturali. L’atmosfera è quella di un luogo dove “il tempo scorre lento”, con i suoni della natura che sostituiscono i rumori della modernità.

Oggi funziona come agriturismo biologico, offrendo ai visitatori la possibilità di vivere un’esperienza autentica di turismo rurale. Fra le attività proposte: raccolta delle olive, allevamento biologico degli animali da cortile e coltivazione dell’orto secondo il calendario lunare.

#3 Chiesa della SS. Annunziata

La Chiesa della SS. Annunziata sorge a cavallo delle mura di cinta in corrispondenza dell’omonima porta urbica. Esisteva già prima del terremoto del 1688 ed è stata ricostruita nel 1827 in forma ridotta (circa 20 metri di lunghezza). È legata alla memoria dell’eccidio del 14 agosto 1861: qui furono sepolte le vittime.

Nel 1693 l’arcivescovo di Benevento Vincenzo Maria Orsini (futuro papa Benedetto XIII) prescrisse tre altari: quello centrale dedicato alla SS. Annunziata e i laterali alla Madonna del Rosario e a San Tommaso d’Aquino. La chiesa fu sede della Confraternita del SS. Rosario e SS. Annunziata (fondata nel 1692) e ospitava un ospedale e il deposito del Monte Frumentario.

Dal 1827 la chiesa ospita la rappresentazione sacra dedicata a Santa Giocondina. Abbandonata dopo il terremoto del 1962, è stata restaurata con un intervento dei Beni Culturali.

#4 Museo Civico dell’Arte Contadina

Il Museo Civico e Tessile dell’Arte Contadina rappresenta un prezioso scrigno della memoria collettiva pontelandolfese. La collezione comprende antichi telai a mano, strumenti agricoli, utensili domestici e testimonianze della cultura materiale sannita che raccontano la vita quotidiana di un tempo.

Di particolare interesse sono i lavori tessili con vivaci ricami, espressione di una tradizione che affonda le radici nell’allevamento ovino e nella lavorazione della lana. Il museo documenta anche l’artigianato del ferro, del legno e della pietra che caratterizzò l’economia locale tra XVIII e XIX secolo.

Gli strumenti esposti testimoniano un’economia prevalentemente agricola e pastorale: aratri in legno, falci, zangole per il burro, forme per il formaggio, rocche e fusi per la filatura. Le ricostruzioni di ambienti domestici permettono di comprendere come vivevano le famiglie contadine, con i loro ritmi scanditi dalle stagioni e dalle necessità del lavoro nei campi.

In Piazza Roma spicca inoltre la Fontana Teglia, dalla forma curiosa che ricorda un battistero, considerata uno degli elementi più caratteristici del centro storico e testimonianza dell’ingegno degli antichi maestri pontelandolfesi.

Gastronomia & Eventi

La gastronomia di Pontelandolfo è dominata dall’Olio Extravergine di Oliva Ortice, riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) e fiore all’occhiello della produzione locale. Il Frantoio Romano, attivo dal 1840, è il custode di questa tradizione secolare:

L’olio Ortice deriva dalla cultivar Ortice in purezza, coltivata fin dall’antichità sulle colline pontelandolfesi fino a 700-800 metri di altitudine. Si distingue per il colore giallo con riflessi verdi e i sentori di pomodoro fresco, erba tagliata e carciofo, con un equilibrato rapporto tra amaro e piccante. La raccolta con il metodo tradizionale della brucatura manuale e l’estrazione a freddo garantiscono la qualità superiore del prodotto.

La vocazione pastorale si esprime in una ricca varietà di formaggi: il Pecorino di Laticauda, prodotto con latte dell’omonima razza ovina autoctona del Sannio; il Caciocavallo dolce e piccante; il rarissimo Caciocavallo Podolico stagionato oltre due anni; le ricottine fresche prodotte quotidianamente.

L’arte norcina offre la Soppressata del Sannio, preparata con le parti nobili del maiale, condita con sale di Cervia, pepe nero e Falanghina beneventana. Gli ammugliatielli (torcinelli), involtini di interiora di agnello arrostiti sulla brace, rappresentano la specialità più caratteristica. Completano l’offerta salsiccia stagionata, pancetta, capocollo e guanciale.

Tra i piatti tradizionali spiccano i cicatelli, pasta fatta a mano condita con sugo di maiale e pecorino; le lavanelle e ceci; il parròzz, antico mais cotto sotto la cenere. I dolci tipici sono le nocche (scorpelle), spirali di pasta fritta immerse nel miele locale, preparate per Carnevale e le feste principali.

Eventi a Pontelandolfo

Pontelandolfo mantiene vive antiche tradizioni con eventi che intrecciano memoria storica e cultura popolare:

La festa patronale di San Donato, che si celebra il 7 agosto, porta con sé il peso della memoria storica: fu proprio durante questi festeggiamenti nel 1861 che ebbe inizio la tragica sequenza di eventi culminata nel massacro del 14 agosto. Oggi la processione con la statua del santo, accompagnata dal Te Deum e dalle celebrazioni liturgiche, si intreccia con il ricordo delle vittime innocenti. Il programma prevede la tradizionale fiera con bancarelle di prodotti locali, spettacoli serali e concerti che animano le piazze del borgo.

Ogni anno, il 14 agosto, Pontelandolfo si ferma per ricordare le vittime dell’eccidio del 1861. La cerimonia, sobria e partecipata, si svolge presso la Chiesa della SS. Annunziata dove riposano i caduti. È un momento di riflessione collettiva sul significato della memoria storica e sulla necessità di tramandare alle nuove generazioni la consapevolezza di quanto accaduto.

Il Carnevale pontelandolfese custodisce una tradizione unica nel Sannio: il gioco della Ruzzola del Formaggio, documentato fin dal 1300. I partecipanti fanno rotolare forme di formaggio lungo le vie del paese, in una gara che unisce abilità, tradizione e goliardia. Durante il periodo carnevalesco si preparano le scorpelle, dolci fritti a spirale immersi nel miele locale.

Le tradizioni rurali di Borgo Cerquelle mantengono vive le tradizioni contadine attraverso dimostrazioni e laboratori. La raccolta delle olive tra ottobre e novembre diventa occasione per riscoprire i metodi tradizionali di produzione dell’olio. L’allevamento biologico degli animali da cortile e la coltivazione dell’orto secondo il calendario lunare testimoniano un sapere antico che resiste alla modernizzazione.

Dove mangiare

Se desideri fermarti a Pontelandolfo per gustare le specialità locali o trascorrere qualche giorno alla scoperta del borgo e dei suoi dintorni, ecco alcuni consigli su dove mangiare.

Ristoranti

Agriturismo Borgo Cerquelle

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