Sepino è un piccolo comune della provincia di Campobasso (Molise), posto alle pendici del massiccio del Matese a 698 metri di altitudine. Conta circa 1.800 abitanti ed è noto soprattutto per l’area archeologica di Saepinum, una delle più importanti dell’Italia centro-meridionale.
Riconosciuto dal 2001 come uno de “I Borghi più Belli d’Italia”, Sepino unisce il parco archeologico di Saepinum (spesso detto la “piccola Pompei del Molise”), un borgo medievale fortificato e la chiesa di Santa Cristina con il suo tesoro barocco.

DA SAPERE

Antica città sannita Saipins (IV sec. a.C.), poi città romana Saepinum. Borgo medievale dal IX secolo. Nome dal latino “saepire” (recintare).

Arte
Area archeologica con teatro romano, borgo medievale con 25 torri, Chiesa di Santa Cristina con tesoro barocco prezioso.

Eventi
Festa di Santa Cristina (23-25 luglio), Festa invernale (9-10 gennaio), “Un piano per Sepino” (estate), processioni stagionali.

Panorama di Sepino con il borgo medievale

Introduzione a Sepino

Sepino è un piccolo comune della provincia di Campobasso, in Molise, posto alle pendici del massiccio del Matese a 698 metri di altitudine. Conta circa 1.800 abitanti. Il toponimo è fatto derivare dal verbo latino “saepire” (recintare), in riferimento agli antichi stazzi per le greggi lungo i tratturi della transumanza.

La storia di Sepino inizia nel IV secolo a.C. con l’insediamento sannitico di Saipins, situato sulla montagna di Terravecchia. Conquistato dai Romani nel 293 a.C., nel contesto della Terza Guerra Sannitica, l’insediamento fu successivamente spostato a valle, dove nacque la città romana di Saepinum. Elevata a municipium in età augustea, la città prosperò fino al V secolo d.C., quando terremoti e invasioni ne determinarono progressivamente l’abbandono. Nel IX secolo, in seguito alla conquista saracena dell’882, la popolazione si trasferì nell’attuale borgo medievale fortificato.

Nel Medioevo Sepino passò sotto il dominio dei Normanni, poi degli Svevi, degli Angioini e infine dei Carafa. Il borgo medievale, con la sua caratteristica pianta romboidale e 25 torri circolari, fu costruito con funzione difensiva per il controllo del territorio.

La riscoperta dell’area archeologica di Saepinum iniziò nel XVIII secolo; gli scavi sistematici si avviarono nel Novecento. L’antica città romana, nota come la “piccola Pompei del Molise”, è uno dei siti archeologici più estesi dell’Italia centro-meridionale.

Sepino è inserito dal 2001 nel club de “I Borghi più Belli d’Italia” e l’area archeologica di Saepinum è stata riconosciuta come “Meraviglia Italiana” nel 2011.

Oggi Sepino propone un itinerario che unisce archeologia romana, architettura medievale, arte sacra e tradizioni molisane: le rovine di Saepinum, il borgo fortificato, il Tesoro di Santa Cristina e la cucina del Matese molisano.

L'Area Archeologica di Saepinum

L’area archeologica di Saepinum è il principale sito culturale di Sepino ed una delle aree romane meglio conservate del Sud Italia. Nota come “piccola Pompei del Molise”, la città romana si estende per circa 12 ettari e documenta la vita urbana in età imperiale.

La fondazione di Saepinum si collega all’insediamento sannitico di Saipins, sulla montagna di Terravecchia (IV secolo a.C.). Dopo la conquista romana del 293 a.C. la città fu trasferita a valle, in posizione strategica lungo il tratturo Pescasseroli-Candela, principale via della transumanza. Elevata a municipium in età augustea, prosperò fino al V secolo d.C., quando terremoti e invasioni ne determinarono l’abbandono.

Il teatro romano, con una capienza stimata in circa 3.000 posti, è uno dei monumenti più notevoli del sito. Costruito nel I secolo d.C., conserva una caratteristica peculiare: alcune case coloniche settecentesche sono state edificate sopra la summa cavea, riutilizzandone le strutture antiche. La cavea è in gran parte scavata nella roccia e la scena mantiene tracce della decorazione originaria.

Le mura in opus reticulatum, lunghe 1.270 metri e rafforzate da 27 torri ancora visibili, racchiudono l’antica città con quattro porte monumentali orientate secondo i punti cardinali. Porta Boiano, la meglio conservata, reca statue di prigionieri germanici ai lati dell’arco e un’importante iscrizione (databile all’età di Marco Aurelio, seconda metà del II secolo d.C.) relativa al transito delle greggi transumanti. Porta Tammaro, Porta Benevento e Porta Terravecchia completano il sistema difensivo.

Il foro trapezoidale, fulcro della vita civile, conserva il lastricato originale e i resti della basilica con venti colonne ioniche. Le terme pubbliche, nell’area nord-orientale, conservano parte degli ipocausti e delle vasche. Lungo il decumano massimo si allineano botteghe, abitazioni private con atri e peristili e alcuni edifici pubblici.

I mausolei funerari lungo le vie di accesso documentano la ricchezza della città. Tra i principali si ricorda il mausoleo attribuito a C. Ennius Marsus (Ennio Marso), con le relative iscrizioni.

L’area archeologica è ancora oggetto di campagne di scavo che continuano a restituire nuovi reperti. Il Museo della Città e del Territorio, nel borgo medievale, espone i reperti più significativi e offre una chiave di lettura complessiva del sito archeologico.

Attrazioni a Sepino

Sepino, nel massiccio del Matese (provincia di Campobasso), unisce oltre duemila anni di storia: dall’area archeologica di Saepinum al borgo medievale fortificato, dalla chiesa di Santa Cristina con il suo tesoro al paesaggio del Matese molisano.

Area Archeologica Saepinum

Borgo Medievale

Chiesa di Santa Cristina

 

Convento SS. Trinità

#1 Area Archeologica di Saepinum (Altilia)

La “piccola Pompei del Molise” è un sito archeologico di circa 12 ettari in ottimo stato di conservazione. Il teatro romano (capienza stimata in 3.000 posti) è uno dei monumenti più rilevanti, caratterizzato dalla presenza di case coloniche settecentesche costruite sulla summa cavea. Le mura in opus reticulatum, lunghe 1.270 metri e con 27 torri ancora visibili, racchiudono l’antica città attraverso quattro porte monumentali.

Porta Boiano, la meglio conservata, presenta statue di prigionieri germanici e un’importante iscrizione relativa alla transumanza databile all’età di Marco Aurelio. Il foro trapezoidale, la basilica con venti colonne ioniche, le terme romane e i mausolei completano l’impianto urbano. Saepinum, elevata a municipium in età augustea, prosperò fino al V secolo d.C. lungo il tratturo Pescasseroli-Candela.

Il sito è ancora oggi oggetto di scavi. Il Museo della Città e del Territorio espone i reperti principali e guida la lettura dell’area archeologica.

#2 Borgo Medievale di Sepino

Il centro storico medievale, con la sua caratteristica pianta romboidale e 25 torri circolari, si sviluppa attorno a Piazza Nerazio Prisco. Costruito a partire dal IX secolo dopo l’abbandono di Saepinum, il borgo fortificato aveva funzione difensiva e di controllo del territorio.

Scalinate in pietra bianca, vicoli stretti e case con tetti spioventi caratterizzano il tessuto urbano. Palazzo Giacchi (XVIII secolo) e Palazzo Attilio sono tra gli edifici signorili più rilevanti, mentre le fontane storiche (come quella della Canala, XVI secolo) integrano il percorso.

Riconosciuto dal 2001 come uno de “I Borghi più Belli d’Italia”, il centro storico conserva mura, torri e palazzi nobiliari dell’impianto medievale. La maglia urbana segue ancora l’impianto difensivo originario, con le strade che convergono verso la piazza centrale.

#3 Chiesa di Santa Cristina e il suo Tesoro

Principale edificio religioso di Sepino, la chiesa custodisce dal 1099 le reliquie della santa patrona. La cappella del Tesoro di Santa Cristina, costruita nel 1609, è considerata una delle cappelle più ricche del Molise. Conserva il braccio della santa in un reliquiario d’argento sbalzato, un busto argenteo seicentesco e otto busti reliquiari di santi.

L’altare policromo del 1742, con intarsi marmorei, e la balaustra in marmi policromi sono notevoli esempi di arte barocca locale. Il tesoro comprende anche calici, ostensori e paramenti sacri di rilevante valore artistico e devozionale.

La chiesa è il centro delle principali celebrazioni di Sepino: la festa estiva di luglio con la processione del busto argenteo e quella invernale di gennaio con la processione delle “Verginelle”. Il suono continuo delle campane è uno degli elementi distintivi delle ricorrenze del paese.

#4 Convento della Santissima Trinità

Fondato nel 1519, il convento francescano conserva un chiostro cinquecentesco con colonnette in pietra bianca. In passato fu centro di studi teologici e mantiene gli elementi dell’architettura conventuale rinascimentale.

Il chiostro ha arcate a tutto sesto e pozzo centrale. Le celle dei frati, la biblioteca e la farmacia conventuale documentano la vita monastica del complesso. La chiesa annessa conserva affreschi e opere d’arte di pregio.

Il convento è raggiungibile tramite un sentiero che parte dal borgo medievale e si inoltra nella natura del Matese. Durante le festività di Santa Cristina è meta di pellegrinaggio. La struttura ospita anche ritiri e incontri culturali.

Gastronomia & Eventi

La cucina di Sepino segue la tradizione agropastorale del Molise interno. Tra i piatti tipici ci sono l’agnello alla cacciatora, i cavatelli con sugo di castrato, la zuppa di cicerchie e le sagne e fagioli. Il tartufo del Matese entra in molte preparazioni e la salsiccia locale è ingrediente di diverse ricette tradizionali.

Tra i formaggi del territorio si trovano il caciocavallo di Agnone, stagionato fino a tre anni, la scamorza molisana (spesso ottenuta da latte di razza Bruna alpina) e il pecorino di Capracotta. Tra i salumi sono tipici la ventricina di Montenero (presidio Slow Food), la soppressata molisana e il capocollo.

Tra i dolci tradizionali ci sono la cicerchiata con miele e mandorle, le ferratelle all’anice, i piccillati con confettura di amarena e i mostaccioli ricoperti di cioccolato. Il territorio produce l’olio extravergine di oliva Molise DOP e vini quali la Tintilia del Molise DOC (da vitigno autoctono recuperato) e il Biferno DOC.

La tradizione culinaria molisana si basa su prodotti legati al territorio: paste fatte in casa come fusilli al ferro, sagne e cavatelli; carni di agnello, capretto e maiale; verdure e legumi locali; formaggi pecorini e caprini, stagionati anche nelle grotte del Matese.

Eventi a Sepino

Durante l’anno Sepino ospita eventi religiosi e tradizionali di forte identità:

La Festa di Santa Cristina (23-25 luglio) è la ricorrenza principale dell’anno. Il 23 si tiene il mercato tradizionale del bestiame; il 24, giorno del martirio, si svolge la processione con il busto argenteo della santa e lo spettacolo pirotecnico di mezzanotte; il 25 è la “Festa dell’Emigrante”, con pranzo comunitario per accogliere i sepinesi rientrati per l’occasione.

La Festa invernale di Santa Cristina (9-10 gennaio) commemora l’arrivo delle reliquie nel 1099. L’8 gennaio si tiene la “Crianzola” con cena tradizionale; il 9 la processione delle “Verginelle” (bambine vestite di bianco) e la consegna del “Cartoccio” ai bambini. Caratteristico è il suono continuo delle campane durante la notte.

“Un piano per Sepino” è la rassegna musicale estiva che si svolge nel parco archeologico di Saepinum, con concerti e spettacoli tra le rovine romane illuminate.

La prima domenica di maggio si svolge la processione primaverile di Santa Cristina. Il 4 ottobre, festa di San Francesco, si tiene la benedizione dei bambini e la distribuzione delle “pagnottelle” benedette.

Durante l’anno si svolgono inoltre visite guidate tematiche nell’area archeologica e iniziative culturali legate al patrimonio storico e artistico del borgo.

Dove mangiare

Se desideri fermarti a Sepino per gustare le specialità locali o esplorare il borgo e l’area archeologica, ecco alcuni consigli su dove mangiare e dove dormire in questo affascinante comune molisano.

Ristoranti

Gustus Ristorante

Ristorante Prozzo Caseificio

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