Vitulano è un comune del Sannio posto a 430 metri di altitudine sui versanti del Monte Pentime. È noto per la castagna Enzeta, il Pecorino Vitulanese e il marmo rosso vitulanese, storicamente utilizzato anche nella Reggia di Caserta.
Con circa 2.700 abitanti nella provincia di Benevento, a circa 12 km dal capoluogo, si trova ai piedi della “Dormiente del Sannio” e conserva abbazie medievali, eremi rupestri e ampi castagneti.

DA SAPERE

Storia
Borgo di origini sannite (VII sec. a.C.) con insediamenti preistorici nella Grotta dei Briganti (2900 a.C.). Stato autonomo dal 1595, unificato nel 1832. Marmo rosso vitulanese usato per la Reggia di Caserta.

Arte
Basilica Santissima Annunziata (1440, San Bernardino da Siena), Collegiata SS. Trinità con campanile vanvitelliano, Abbazia Santa Maria della Grotta (940-944), Eremo di San Menna (975).

Eventi
Festa di San Menna Eremita (lunedì dopo Pentecoste), Sagra della Castagna e Pecorino Vitulanese (fine ottobre), Vitulano Folk Festival (agosto), Tarantella Vitulanese.

Panorama di Vitulano con il Monte Pentime sullo sfondo

Introduzione a Vitulano

Vitulano è un comune del Sannio posto a 430 metri di altitudine sui versanti del Monte Pentime, in provincia di Benevento. Conta circa 2.700 abitanti e conserva un patrimonio storico e naturalistico significativo.

La storia di Vitulano ha radici preistoriche: reperti archeologici rinvenuti nella Grotta dei Briganti, ai piedi del Monte Pentime, documentano un insediamento neolitico databile al 2900 a.C. circa. Dal VII secolo a.C. il territorio fu frequentato dai Sanniti. L’etimologia del nome “Vitulano” è ricondotta al latino “Vitulus” (vitello), con suffisso prediale -anus, forse in relazione alla gens Vitulia romana.

Il periodo longobardo segnò profondamente l’identità del territorio. Tra il 940 e il 944 i principi longobardi di Benevento fondarono la Badia di Santa Maria della Grotta, abbazia benedettina divenuta centro spirituale, culturale ed economico della valle fino al XVIII secolo. Il terremoto del 1456 distrusse Tocco (l’odierna Tocco Caudio), fino ad allora principale centro politico della Valle Vitulanese; da quel momento il ruolo di Vitulano crebbe in ambito politico ed economico.

Nel 1440 San Bernardino da Siena fondò la Basilica e Convento Francescano della Santissima Annunziata, che conserva ancora oggi affreschi quattrocenteschi. Tra il XV e il XVI secolo si formò lo “Stato di Vitulano”, istituito ufficialmente nel 1595 e comprendente 36 casali raggruppati in 7 università, unità politico-amministrativa di rilievo all’interno del Regno di Napoli.

Il XVIII secolo segnò l’apice della fama di Vitulano grazie al suo marmo rosso, una varietà brecciata con venature grigie, rosa e ocra. Secondo la tradizione locale, Luigi Vanvitelli si recò personalmente a Vitulano per la scelta dei marmi da utilizzare nella Reggia di Caserta, in particolare per lo scalone d’onore. Il marmo vitulanese fu impiegato anche nei palazzi reali di Napoli e di Portici, nella Cattedrale e nel Teatro San Carlo di Napoli.

Oggi Vitulano conserva un centro storico ricco di edifici religiosi, un’economia agricola legata ai castagneti e alla pastorizia e un’estesa area naturalistica nel Parco Regionale del Taburno-Camposauro.

La Basilica dell'Annunziata

La Basilica della Santissima Annunziata è uno dei principali monumenti religiosi e artistici di Vitulano. Fondata nel 1440 da San Bernardino da Siena a seguito della donazione di un terreno da parte di un signore feudale locale, fu ufficialmente istituita con atto di Papa Sisto IV nel 1483; i lavori furono completati solo nel XVI secolo.

La struttura subì gravi danni nei terremoti del 1688 e del 1702, con l’abbandono temporaneo del monastero fino alla ricostruzione. La chiesa fu consacrata nel 1715 dal cardinale Vincenzo Maria Orsini, arcivescovo di Benevento e futuro papa Benedetto XIII. Nel luglio 1991 papa Giovanni Paolo II l’ha elevata alla dignità di basilica minore.

L’interno della basilica, con pianta a croce latina e tre navate coperte da volta a botte settecentesca, conserva un ricco apparato artistico. Il portale cinquecentesco presenta una lunetta con un affresco dell’Annunciazione attribuito a Francesco Solimena (1721). Nell’abside principale si conserva una tavola quattrocentesca dell’Annunciazione attribuita ad ambito toscano-rinascimentale; secondo la tradizione locale sarebbe stata donata da San Bernardino stesso.

La Cappella di Sant’Antonio conserva un affresco seicentesco con Sant’Orsola; la Cappella di Santa Maria degli Angeli ospita una tavola cinquecentesca di G.B. Lama. L’oratorio di San Rocco, costruito dopo la peste del 1656, conserva il soffitto ligneo originale con struttura e decorazione pittorica. Completano il patrimonio del complesso il pavimento maiolicato del Settecento, il chiostro settecentesco con cisterna di epoca altomedievale e i recenti affreschi del pittore rumeno C. Udroiu.

Attrazioni a Vitulano

Vitulano, nel Sannio beneventano, combina patrimonio religioso (basiliche, abbazie, eremi rupestri) e paesaggio naturale (castagneti, sentieri del Parco del Taburno-Camposauro).

Basilica Annunziata

Collegiata SS. Trinità

Abbazia S.M. Grotta

Eremo di San Menna

#1 Basilica e Convento Francescano della Santissima Annunziata

La Basilica della Santissima Annunziata è uno dei principali monumenti religiosi e artistici di Vitulano. Fondata nel 1440 da San Bernardino da Siena, fu istituita ufficialmente con atto di Papa Sisto IV nel 1483.

L’interno conserva una tavola quattrocentesca dell’Annunciazione di ambito toscano-rinascimentale (tradizionalmente attribuita a un dono di San Bernardino), affreschi attribuiti a Francesco Solimena (1721), una tavola cinquecentesca di G.B. Lama e l’oratorio di San Rocco con il soffitto ligneo originale del 1656.

Il complesso comprende il convento con chiostro settecentesco, la cisterna di epoca altomedievale, il pavimento maiolicato del Settecento e le cappelle di Sant’Antonio e di Santa Maria degli Angeli. Nel 1991 papa Giovanni Paolo II ha elevato la chiesa alla dignità di basilica minore.

#2 Collegiata della Santissima Trinità

La Collegiata della Santissima Trinità, nel centro di Vitulano, fu costruita tra il XVI e il XVII secolo a sancire l’unità tra le due università dello Stato di Vitulano. Fu consacrata nel 1701 dal cardinale Vincenzo Maria Orsini, arcivescovo di Benevento e futuro papa Benedetto XIII.

L’elemento architettonico più rappresentativo è il campanile di gusto vanvitelliano, completato nel corso del XVIII secolo e ispirato al linguaggio dell’architetto Luigi Vanvitelli. È uno dei campanili tardo-barocchi più caratteristici della provincia di Benevento ed è diventato un simbolo di Vitulano.

All’interno la chiesa conserva un altare ligneo con statua dell’Immacolata Concezione, una tela raffigurante la Madonna con i Santi Cosma e Damiano, altari decorati con intarsi in marmo e madreperla (espressione dell’artigianato locale settecentesco), cicli di affreschi con storie della vita di Cristo e la Cappella dell’Immacolata Concezione (sede storica della confraternita dei nobili, realizzata fra il 1567 e il 1635).

#3 Abbazia di Santa Maria della Grotta

I ruderi della Badia di Santa Maria della Grotta si trovano a 607 metri sul livello del mare, sulle pendici del Monte Drago (massiccio del Camposauro), accanto al burrone chiamato “Funno” nella gola carsica del Vallone Secco. Dall’area si osservano ampie vedute sulla Valle Vitulanese e sulla Valle Telesina.

L’abbazia fu fondata tra il 940 e il 944 per volontà dei principi longobardi di Benevento, dedicata alla Madonna dopo il ritrovamento di un’icona di tradizione bizantina in una grotta della zona. Il toponimo “della Grotta” richiama le grotte carsiche dell’area. L’abbazia fu un importante centro spirituale, culturale ed economico fino al XVIII secolo; nel 1177 Papa Alessandro III la dichiarò soggetta direttamente alla Santa Sede.

Danneggiata gravemente dal terremoto del 1688, l’abbazia è oggi allo stato di rudere, ma conserva parti leggibili: una torre quadrata su tre livelli, il portale d’ingresso, porzioni della muraglia fortificata, ambienti monastici del XVI secolo e l’abside dell’antica chiesa. Il sito ricade nella Zona A (riserva integrale) del Parco Regionale del Taburno-Camposauro ed è raggiungibile solo a piedi tramite sentieri di montagna (circa 2 ore dal centro).

#4 Eremo di San Menna

L’Eremo di San Menna si trova sulle pendici del Monte Pentime a circa 1.200 metri di quota. L’antico luogo di culto è tradizionalmente identificato con il sito in cui, nel VI secolo, avrebbe vissuto da eremita San Menna, patrono di Vitulano e venerato localmente come “Apostolo del Sannio”.

L’eremo fu costruito intorno al 975 sul sito dove, secondo la tradizione, il santo avrebbe vissuto e sarebbe morto. È meta di pellegrinaggio da secoli. San Menna, nato secondo la tradizione a Vitulano nel VI secolo, scelse la vita eremitica sui monti del Sannio; papa Gregorio I (San Gregorio Magno) ne parla nei “Dialoghi” definendolo “Vir Dei” (Uomo di Dio). San Menna fu eletto patrono di Vitulano il 10 aprile 1705.

L’eremo attuale è una piccola cappella in pietra di linee essenziali, con affaccio sulla Valle Vitulanese. Il pellegrinaggio annuale durante la Festa di San Menna (il lunedì dopo Pentecoste) è l’evento più importante del calendario locale: la statua del santo viene portata in processione dal paese all’eremo, accompagnata da banda e preghiere tradizionali. L’eremo è accessibile solo tramite sentiero escursionistico (2-3 ore di cammino dal centro).

Gastronomia & Eventi

La cucina di Vitulano è radicata nelle tradizioni agropastorali del Sannio. Due prodotti in particolare ne rappresentano l’identità gastronomica: la castagna Enzeta e il Pecorino Vitulanese.

La Castagna Enzeta è una varietà locale coltivata nell’area di Vitulano e Camposauro. Si distingue per il colore marrone più chiaro, la forma appuntita e affusolata e il sapore intenso. Storicamente era chiamata “il pane dei poveri”. Sul territorio sono coltivate tre varietà principali di castagne: l’Enzeta (tipica di Vitulano), la Panarana (simile ai marroni) e la Selvaggia (più piccola e saporita, più complessa da lavorare). Le castagne sono impiegate in caldarroste, preparazioni bollite, dolci e torte, crêpes, cornetti e farina; per la conservazione a lungo termine si usa il metodo tradizionale della “biscottatura”.

Il Pecorino Vitulanese è un formaggio di latte di pecora prodotto con metodi artigianali, spesso da pecore di razza Bagnolese alimentate al pascolo montano. Da stagionato ha un sapore deciso. Nelle ricette tradizionali locali entra soprattutto come condimento dei fusilli fatti a mano, grattugiato in abbondanza.

Piatti tipici: I fusilli fatti a mano con ragù e pecorino vitulanese, i cicatielli con ragù o sugo di agnello, gli ammugliatielli (involtini saporiti fatti con interiora di agnello avvolti in budella), lagane con vari sughi, pasta e fagioli con le cotiche, carni arrosto, peperoni imbottiti, e numerosi dolci a base di castagne.

Vini: il territorio di Vitulano rientra in due importanti denominazioni vinicole: l’Aglianico del Taburno DOCG (riconosciuta nel 2011, prima DOCG del Sannio), vino rosso strutturato che si abbina a piatti di carne e formaggi stagionati, e il Solopaca DOC, rosso dal colore rubino intenso e dal sapore secco e armonioso. L’Olio extravergine di oliva DOP Sannio Caudino Telesino completa l’offerta enogastronomica con note fruttate ed erbacee.

Eventi e Tradizioni a Vitulano

Durante l’anno Vitulano ospita diversi eventi legati alle tradizioni locali e ai prodotti del territorio:

Festa di San Menna Eremita – Patrono di Vitulano

La festa principale si celebra il lunedì dopo Pentecoste (tra maggio e giugno) con celebrazioni civili e religiose. Al mattino si tiene la processione con la statua del santo per le vie del paese, che prosegue verso l’Eremo di San Menna sul Monte Pentime (1.200 m di altitudine), accompagnata dalla banda musicale. Nel pomeriggio avviene la processione di ritorno alla Chiesa della SS. Trinità, seguita da celebrazioni serali con musica e concerti. San Menna (VI secolo), patrono di Vitulano, è ricordato da papa Gregorio I (San Gregorio Magno) nei “Dialoghi” con l’appellativo di “Vir Dei” (Uomo di Dio). Fu proclamato patrono di Vitulano il 10 aprile 1705 ed è venerato localmente come “Apostolo del Sannio”.

Sagra della Castagna e del Pecorino Vitulanese

Organizzata dal 1992, la Sagra della Castagna e del Pecorino Vitulanese si svolge tra la fine di ottobre e i primi di novembre (tipicamente 31 ottobre – 1-2 novembre) per tre giornate. È una delle principali manifestazioni autunnali del Sannio ed è dedicata a due dei prodotti simbolo di Vitulano: la castagna Enzeta e il Pecorino Vitulanese.

L’offerta include lo stand gastronomico del Contadino gestito dalla Pro Loco Camposauro, diversi punti ristoro, stazioni di caldarroste distribuite nel paese, piatti tradizionali contadini, piatti di chef a base di castagne, dolci a base di castagne (crêpes, cornetti), degustazioni di vini del Taburno e del Sannio e degustazioni di Pecorino.

Attività ed eventi collaterali: trekking nei castagneti (passeggiate guidate dall’Associazione Trekking Camposauro), trekking urbano nel centro storico, passeggiate a cavallo, parco avventura, laboratorio di Tarantella Vitulanese, artisti di strada, musicisti, “Fortunae Folianensis” (canti e danze della Valle Vitulanese), laboratori ed esposizioni artigianali, intrattenimento per bambini, concerti di musica folk, convegni sulla coltivazione delle castagne e mostre d’arte. Ingresso gratuito.

Altri eventi dell’anno: Gennaio – Festa di Sant’Antonio Abate con falò; Febbraio – Carnevale Vitulanese; Marzo – Festa di San Giuseppe e Festa dell’Annunziata; Luglio – Festa di Santo Stefano; Agosto – Vitulano Folk Festival dedicato alla musica e alle tradizioni popolari, ed Estate Vitulanese con eventi culturali; Settembre – Festa della Madonna della Mercede e Sagra del Lavoro Agreste.

La Tarantella Vitulanese: Una variante locale della tarantella meridionale, regolarmente insegnata attraverso laboratori durante i festival. È parte della tradizione vivente della Valle Vitulanese, connessa alle più ampie tradizioni di danza popolare campana inclusa la tammurriata.

Dove mangiare

Se desideri fermarti a Vitulano per degustare le specialità locali o trascorrere qualche giorno alla scoperta del borgo e dei suoi dintorni, ecco alcuni consigli su dove mangiare.

Ristoranti

Moriscafè

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